LE MIE SCARPE
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Le scarpe da corsa sono spesso un tormentone per il runner. C'è chi ne possiede a centinaia, e chi un solo paio. C'è chi le butterebbe il giorno dopo l'acquisto, e chi sta male se non ha l'ultimo wave-torsion-air-gel-shank-doubleaction dispositivo uscito sul mercato.
Nel mio piccolo credo di essere un esperto consumatore, attento alla qualità e talvolta al prezzo (anche se, in fondo, con gli sconti e le convenzioni disponibili nei negozi specializzati, non c'è così tanta differenza tra un modello e l'altro). In tanti anni di attività sportiva ho provato a fondo un po' tutte le marche, e ho delle idee abbastanza precise al proposito.
Questa pagina è intitolata "Le MIE scarpe"
perché è costruita solo e unicamente con commenti su modelli che ho provato
personalmente, e che ho utilizzato per un certo periodo. La prima impressione in
negozio, infatti, può dare delle utili informazioni, ma è solo l'uso costante
che permette un giudizio completo.
I giudizi riportati, dunque, risentono delle mie peculiari caratteristiche, che
riporto sotto.
. Peso circa 67 kg e sono alto 1 m e 75 cm
. Corro il lento a 4'00"-4'30"/km, il medio a 3'35" e le ripetute
sui 1000 a 3'15"
. Non sono pronatore né supinatore (appena appena)
. Amo scarpe tendenzialmente leggere, e con tacco non eccessivamente rialzato
. Ho la pelle tenera (tipico dei biondi) e sviluppo facilmente vesciche
Detto questo parto a descrivere alcune delle scarpe che ho usato.
VECCHI
MODELLI
Tra questi segnalo
solo quelli che mi sono un po' rimasti nel cuore. Li ho divisi tra "Massimo
ammortizzamento" (scarpe pesanti, da lungo lento), "intermedie" e
"superleggere".
MASSIMO AMMORTIZZAMENTO
ASICS Epirus gel
L'ho usata negli anni della ripresa: 90-91 se ben ricordo. Era una scarpa
robusta e molto ben ammortizzata. Usavo quasi sempre quella (infatti andavo
pianino), e non mi ha dato mai problemi. Il peso però era forse più vicino ai
400 g che ai 350. Nessun lusso, solo sostanza, in piena tradizione Asics.
NIKE Air 180
Ma ve la ricordate la 180? Morbida e confortevole, con il calzino interno,
da sembrare quasi di correre su un cuscino. Aveva il cuscinetto air molto
visibile, e a rischio foratura. E anche il tacco un po' alto. Per il resto
correrci era una goduria totale. La tomaia, bianca con le scritte rosse, era
morbidissima. E il peso, pur essendo di categoria "massimo
ammortizzamento", non era eccessivo. Ricordo di averle usate anche in gara,
pur essendo scarpe da allenamento. Quando le hanno pensionate, non ho trovato
nulla che ne ricordasse il comfort neppure da lontano.
INTERMEDIE
DIADORA DA 260
Furono il primo modello Diadora (verdi) con il dispositivo "double
action". Tuttora ignoro cosa sia di preciso, ma devo dire che quel paio di
scarpe l'ho goduto a fondo. Erano infatti molto veloci e reattive, ma nello
stesso tempo davano la sensazione di proteggere molto bene il piede, sia sotto
che lateralmente. Ho iniziato a correrci tratti veloci, e sentivo, come dire,
che le scarpe mi seguivano. Dovetti lottare qualche tempo con una vescica, ma
poi riuscii a domarle. Il problema vesciche è alla fine quello che mi ha più
tenuto lontano dalla Diadora in questi anni, a fronte di un sistema
ammortizzante che invece mi sembra molto buono.
NIKE Zoom Air Talaria
Scarpe magiche create dalla Nike in un lampo di genio, e mai più
riprodotte. Gialle e leggere (forse 250-270 g) avevano una stupenda
ammortizzazione dovuta al sistema zoom lungo tutta la lunghezza del piede. Il
comfort era notevole, ma la sensazione di leggerezza prevaleva su tutto il
resto. La tomaia era abbastanza fragile (la mia si ruppe, infatti), ma di
vesciche neanche l'ombra. Neanche al primo giorno di utilizzo. Stranamente ne
trovo ancora in giro ai piedi di vari atleti, nonostante siano fuori produzione
da diversi anni.
BROOKS Fusion
Ricordo che le trovai casualmente in una svendita, l'anno dopo che la Brooks
aveva chiuso i rapporti con l'importatore italiano abituale. Costavano (nuove)
l'iradiddio (se ricordo bene 229.000 lire di 8-10 anni fa). Le avevo viste
descritte entusiasticamente, e le acquistai al volo. Il primo giorno di utilizzo
fu stupefacente. Mi sembrava di avere i trampoli ai piedi, tanto elastica era la
risposta alla mia spinta. Avevano un sistema di ammortizzazione che restituiva
energia in modo straordinariamente efficiente. Ricordo che con queste scarpe osai decollare
verso lavori di ripetute che non facevo da anni. E mi seguirono fedelmente. Le
buttai, grato, solo dopo averne consumato ogni residuo mm di battistrada.
SUPERLEGGERE
NIKE Air Huarache
E queste le ricordate? La scarpa "sandalo" color violetto
inventata dalla Nike (Huarache è il nome di un sandalo messicano), che non
prevedeva alcuna stringa, ma solo una specie di calzino, avvolto da fasce di
pelle.
Quando le indossai, mi sembrò che il futuro delle scarpe fosse iniziato in quel
momento. Comode oltre ogni dire, nessuno sfregamento, nessuna costrizione. Avrei
voluto usare solo quelle e nient'altro. Ovviamente leggerissime, ma dotate di
una suola/intersuola molto ammortizzata, potevano essere usate sia in
allenamento che in gara. Il loro limite, purtroppo, era proprio la tenuta del
piede, che (per esempio in curva) tendeva a muoversi all'interno del
"calzino", disperdendo energia.
Non ci crederete ma qua e là le ho riutilizzate anche nel 2001, in occasione di
piedi doloranti per vesciche. Erano le uniche scarpe che mi consentivano di
correre anche col piede massacrato. Dopo 10 anni ho dovuto riincollare la suola
al "calzino, e rattopparle qua e là. Le ho onorevolmente pensionate solo
dopo avere acquistato le Nike Air Kukini. Ma tutte le scarpe da triathlon, senza
lacci, devono guardare a loro come ad una vecchia nonna, che le ha generate.
SCARPE
RECENTI
Tra questi riporto più o meno tutti gli acquisti degli ultimi
due-tre anni. Qualche modello sarà, naturalmente, fuori catalogo. Ma spesso è
possibile trovarne ancora nei magazzini, o negli expo maratona.
Negli ultimi anni ho fatto uso quasi solo di intermedie e superleggere, non avendo
bisogno di ammortizzamento eccessivo, e amando la scarpa un po' leggera.
MASSIMO AMMORTIZZAMENTO
ADIDAS Supernova Cushion

Una scarpa da 367 g verso cui ho dovuto orientarmi dopo il trauma meniscale del
Luglio 2002. Provate in negozio con ottima sensazione di comfort e di
"cuscinetto", mi hanno consentito per qualche mese di non fare
soffrire il mio ginocchio nelle poche corsette effettuate da convalescente.
Niente da dire sulla comodità, sulla robustezza, sulla calzabilità. Non appena
però provavo ad aumentare un po' il ritmo, la sensazione di comodità si
trasformava nella spiacevole impressione di avere al piede due mattoni. Anche
l'azione di corsa ne risentiva, obbligandomi a sforzi innaturali per sollevare
la gamba. Sarà che ero anche un po' fuori forma, ma quando ho potuto rimettere
un paio di intermedie, mi sembrava di volare!
INTERMEDIE
ASICS Gel DS Lyte

Sono scarpe robuste e resistenti. Quando le uso mi sento protetto, benché
si tratti comunque di scarpe non pesanti (290 g) e adatte anche a lavori
abbastanza veloci. Le ho usate anche in gare della domenica, dove il percorso
era un po' sterrato, e mi hanno seguito a dovere. Il vero problema è la durezza
dell'interno, che mi provoca continue vesciche. Qualche tempo fa, spazientito,
ho preso un coltello e, dopo aver rimosso il catarifrangente rigido dietro al
tallone, ho perforato per tre volte il tessuto. Adesso va un po' meglio. E' un
peccato che una scarpa ben studiata, protettiva e leggera (compromesso non
sempre facile) sia così poco confortevole per il piede.
ADIDAS RC Taper

Questo modello è particolare. In negozio, alla prima prova, ho avuto una
splendida sensazione di comfort e di protezione. Nello stesso tempo la scarpa
era molto leggera (257 g), tanto da farmi pensare di aver trovato il compromesso
ideale per correre una maratona protetto e leggero. E infatti si tratta di
scarpe idonee alla corsa su strada dritta e asfaltata. Quando mi è capitato di
usarle su sterrati o su tratti erbosi, la mia corsa diventava scomposta, e la
scarpa non seguiva i miei movimenti. Non è facile da spiegare, ma le ho trovate
rigide, un po' come avere degli zoccoli ai piedi, su quei terreni irregolari. Il
piede andava dietro a loro e non (come sarebbe auspicabile) viceversa. Il
problema più grave, invece, è che a un anno dall'acquisto, ancora mi provocano
brutte vesciche ai talloni. Se le uso qualche giorno di fila si ammorbidiscono,
ma se le rimetto dopo una settimana, arrivano fino a farmi sanguinare. Peccato.
Ho smesso di usarle, che ancora erano in buono stato.
NIKE Air Kukini

I miei bimbi le chiamano le scarpe "dell'uomo ragno", ed è facile
intuirne il perché. Quando le ho provate in negozio ho provato una sensazione
stupenda. Prive di lacci, ben ammortizzate, confortevolissime, leggere (270 g).
Le degne eredi delle Air huarache. Da quel giorno le ho
usate per qualunque attività, dal lento al medio, dalle ripetute in pista al
fuoristrada. Con la sola esclusione dello sterrato, dove lo scarso sostegno
laterale mi faceva ogni tanto sfuggire il piede dal "calzino". Infine
ci ho corso la maratona di Milano del 2000, sotto un acquazzone battente
dall'inizio alla fine. Dopo 15 km le scarpe si erano trasformate in barche, del
peso di un kg ciascuna, e con il piede che ci nuotava dentro come in un catino.
Insomma dopo due mesi di utilizzo non fornivano più alcun sostegno al piede, e
la sensazione in corsa era quella di due comode ciabatte.
Oggi le uso solo per i giorni successivi a una vescica (restano infatti
morbidissime), o da mettere nel dopo gara alle maratone (ideali per ristorare un
piede gonfio), e inoltre mi hanno consentito il pensionamento delle vecchie
huarache che ormai stavano sbriciolandosi. Per tutto il resto, scelgo altre
scarpe.
NIKE Air Pegasus 2000

Per indovinare una scarpa, occorreva che la Nike riesumasse un vecchio
modello. La scarpa è confortevole, ben rifinita, robusta, e non imballa se si
accelera un po' il ritmo. Quasi ideale. Attualmente la uso come scarpa quando
parto per un allenamento non troppo tirato, in cui prediligo l'ammortizzazione
alla velocità. Qua e là, però, mi è capitato di trovare compagnia
"tirata" strada facendo, e mi hanno seguito docilmente.
Un modello indubbiamente azzeccato, che mi risolve il problema dei lunghi e dei
medi.
MIZUNO Wave goodbye

Complessivamente una buona scarpa. Utilizzai uno dei primi modelli con il
sistema wave, e lo trovai veloce e reattivo, anche se un po' troppo secco e duro
per i miei gusti (dovetti domare le solite vescichette nelle prime settimane
d'uso). Le ho usate in gara e negli allenamenti veloci, senza mai avere problemi
né in termini di pesantezza (pesano 250 g) né di ammortizzazione. Se mi
capitava di usarle per un lungo, non mi sono mai sentito i muscoli affaticati.
Un buon compromesso, insomma, il cui unico difetto può essere la totale
mancanza di comfort per il piede.
NIKE Air Skylon

Ho in uso il modello 2002 (quello blu), che mi dicono essere un po' diverso
dal modello precedente (giallo). Io le uso come scarpe da allenamento. Pesano
poco meno di 300 g e danno la sensazione di tallone un po' rialzato. In compenso
la sensazione di comfort è ottima, e quando si spinge un po' danno un'ottima
sensazione di accompagnamento della spinta. Ho provato ad usarle anche in gara
(in qualche tapasciata interpretata un po' come allenamento tirato), e ne ho
avuto ottimi riscontri. E' insomma una scarpa da allenamento che, tuttavia,
consente anche di spingere un po' sull'acceleratore mantenendo una sensazione di
leggerezza.
Per le mie esigenze in gara, naturalmente, sono ancora un po' troppo pesanti.
Rispetto alle pur ottime Pegasus 2000, rappresentano sicuramente un passo avanti
in termini di abbinamento comfort/velocità.
New Balance M 830 SR

Calzata molto confortevole all'acquisto per questo
modello da 300 g. Già usate in gara con sensazioni contrastanti: piede
protetto, e buona leggerezza complessiva, ma con rapida diminuzione del confort
via via che la scarpa invecchia.
Mizuno Wave Precision

Calzata confortevolissima, e grande
sensazione di leggerezza abbinata ad un'ottima ammortizzazione. Dichiarate per
313 g risultano alla bilancia del negozio pesare solo 285 g. Mistero. Usate in
allenamenti veloci, e in una maratona, con ottime sensazioni e nessuna vescica.
Unico difetto: la tomaia in nylon traforato della parte anteriore distale si è
aperta dopo qualche centinaio di km, costringendomi a buttarle. Peccato.
SUPERLEGGERE
NIKE Air Pegasus Racer
Un'ottima scarpa Nike per gare veloci. Il modello è classico, con la tomaia
in nylon traforato, e i supportini in pelle laterali. Pur essendo molto leggera
aveva una reattività molto buona, e sembrava di avere al piede un guantino.
Quando iniziavo a spingere, mi seguivano senza appesantirmi. Senza infamia e
senza lode, è comunque una scarpa leggera e veloce con la quale non è vietato
pensare di correre una maratona.
NIKE Air Triax TC

Praticamente la copia moderna delle Pegasus racer, con la differenza che invece
di migliorarla l'hanno peggiorata. Pur di peso e struttura simile (240 g), la
sensazione di "scarpa che ti segue" quando acceleri non è la stessa.
Sembra sempre di avere un guantino (confortevole, morbido), ma invece di
restituire la spinta, pare assorbirla o annullarla. Dopo più di un anno di
utilizzo (per le sole gare veloci), in maratona mi ha dato problemi di vesciche
sotto la pianta del piede, dovute questa volta non a durezza della scarpa,
quanto piuttosto ad una eccessiva libertà di movimento del piede all'interno
della stessa. Cosa che con la Pegasus racer (anche in condizioni difficili) non
mi era mai successa.
REEBOK Speed Racer

Lode alla Reebok che ha inventato un originale sistema di fusione tra suola e
intersuola, che adesso diversi stanno imitando. Ne è uscita una scarpetta
veloce e reattiva come questa Speed racer, di soli 223 g. La sensazione alle
prime gare è stata stupenda. Confortevoli quanto basta, restituivano la spinta
in modo eccellente, facendo sentire il piede addirittura ammortizzato. Due soli
difetti. Il primo è la suola del tutto priva di grip (è praticamente liscia!).
In alcune gare con terreno misto questa cosa mi ha un po' rallentato. Il secondo
difetto è una eccessiva curvatura della (dura) linguetta finale del tallone,
che me le ha fatte macchiare di sangue in più d'una occasione. Per il resto,
eccezionale.
ADIDAS EQT Neftenga

Solo 215 g per questa scarpa Adidas sperimentale, dotata di stringhe e di
"cappottino" con cerniera. La sensazione in negozio è stupenda:
leggerissime e confortevoli. Dopo qualche mese d'uso posso dire di non essere
del tutto soddisfatto. Confermo la sensazione di estrema leggerezza, che
tuttavia non è compensata da alcuna ammortizzazione. In gara mi sembra che la
scarpa sia solo un rivestimento, e non aiuti la spinta in alcun modo. Usata su
gare medio-lunghe come la mezza maratona, mi ha provocato vesciche alla base del
piede (mai avute con quasi nessun'altra scarpa) per il movimento interno durante la
corsa. Se a tutto questo si aggiunge il sistema di stringatura in mezzo alla
cerniera del "cappottino" (se lasciato largo, il piede balla - se
troppo stretto stringe innaturalmente l'attacco piede/caviglia), si capisce
perche' la Adidas le abbia messe fuori produzione dopo un solo anno.
Elegantissime, ma poco pratiche.
MIZUNO wave phantom

Scarpa leggera e veloce, tuttavia dotata di un discreto potere ammortizzante
grazie al sistema wave nella parte posteriore. Solo 235 g per una scarpa dalla
risposta secca e veloce. Ho provato a correrci gare veloci (10.000 e mezze),
maratone, ripetute lunghe. L'impressione è che accompagnino la spinta del piede
in modo molto efficace, senza assolutamente pesare, ma offrendo una buona
sensazione di ammortizzazione.
Sono sufficientemente protette, ma molto
leggere. Se in aggiunta fossero anche un filo più confortevoli nei primi giorni
d'uso (ho dovuto subire le mie consuete vesciche) sarebbero perfette. Dopo un
anno di onesto servizio, rimediata l'ennesima brutta vescica (ma con cosa la
fanno la conchiglia posteriore? Con l'acciaio?) le ho regalate via per non avere
più la tentazione di usarle, riducendomi il tallone a un impasto di sangue...
FILA racer K1

Il mio primo paio di scarpe Fila mi ha dato delle sensazioni molto
particolari. Si tratta di una scarpa da gara non leggerissima (245 g) ma
particolarmente protetta e dalla risposta - come si dice - secca. Il trucco sta
in una soletta a tutto piede (che ricorda quella delle Brooks fusion, o lo zoom
air della Nike) che dovrebbe restituire la spinta in modo molto efficiente.
Così avviene infatti, e nello stesso tempo il piede si sente avvolto nella sua
"conchiglia" e ben protetto. Il primo giorno le ho usate in
allenamento per più di un'ora, e non ho riscontrato una sola vescica, neppure
lieve. Il che per me è rarissimo, soprattutto in una scarpa "secca".
Tanto che pochi giorni dopo le ho usate in una gara su strada di 10 km sotto il
diluvio universale. Ho avuto sensazioni veramente eccellenti: piede protetto,
spinta restituita alla grande, grip perfetto. Che dire? Per quanto visto finora è una scarpa eccellente
(naturalmente per atleti leggeri e per gare brevi).
SITI DI SCARPE
Buoni siti per avere informazioni su scarpe da running
sono i seguenti:
www.scarpe.it
E' il sito prodotto da "Correre", che riporta i commenti tecnici su
1500 paia diverse. Unico difetto della pubblicazione è che raramente prende
esplicitamente posizione in negativo su modelli che lo meriterebbero. Se però
si legge bene tra le righe, si intuisce lo stesso.
www.roadrunnersports.com/cgi-bin/rrs/rrs/rrHome.jsp
Sito in inglese contenente le critiche (anche dure) degli utilizzatori a tutti i
modelli di scarpe venduti negli USA. Purtroppo da qualche tempo pubblica solo
quelle relative ai modelli presenti nei nuovi cataloghi. Un modello con un anno
di vita, ma non più riproposto a catalogo, viene eliminato. Peccato.
www.crsport.com
E' il mio fornitore di scarpe tecniche. L'unico in grado di pazientare due ore
aspettando che mi decida tra due modelli, e poi capace di farmi lo stesso lo
sconto! Competente e ben fornito.
E se qualcuno fosse interessato ad una mia risposta a un lettore che chiedeva un parere sul problema delle multinazionali produttrici di scarpe che fanno uso di lavoro minorile per ridurre i costi, non ha che da andarsela a leggere nell'apposita sezione.