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Piante Autoctone
   

 

PIANTE E CESPUGLI AUTOCTONI

 

Agnocasto (Vitex agnus-castus) 
Cespuglio spogliante aromatico dai bei fiori estivi bianco-violetti e dalle foglie palmate, che secondo gli antichi era in grado di frenare gli impulsi sessuali (in realtà le sommità fiorite sono solo calmanti e digestive). I frutti, tondeggianti nero-rossicci venivano un tempo usati come spezia alternativa al pepe. Ama le rive dei fiumi e i letti dei torrenti.

Bagolaro o Spaccasassi (Celtis australis)
Grande albero in grado di vegetare su terreni aridi e sassosi (da cui il nome). La bella corteccia liscia di colore grigio, e le imponenti dimensioni, ne fanno una notevole pianta ornamentale. Pochi sanno che il suo frutticino (una drupa dapprima verde, poi nera a maturazione, detta “bagola”) è anche edule, e molto appetita dagli uccelli.

Castagno (Castanea sativa)
Pianta idonea per suoli acidi o di montagna, è nota da tempo immemorabile, e fu esportata dai romani su Alpi e Appennini. La castagna, ricca di amidi, nutriente e digeribile, è stata per molti anni l’alimento base invernale per le popolazioni rurali e montane. Oggi si usano come caldarroste, fresche, secche, sfarinate o per marron glacée.

Ciavardello (Sorbus torminalis)
Pianta autoctona dalle eleganti foglie lobate e lucide, di un bel rosso autunnale, a fiore bianco e frutto giallorosso.

Ciliegio selvatico (Prunus avium)
Per chi vuole un ciliegio spontaneo, non innestato, che esplichi la sua forma maestosa senza interventi umani, ecco il Prunus avium che si trova nei campi. Le sue ciliegine non scontenteranno i palati più fini.

Cotogno giapponese (Chaenomeles japonica) 
E’ un cespuglio con spiccata vocazione ornamentale. Fiorisce infatti contemporaneamente alla Forsythia ad inizio primavera, con una splendida profusione di fiori rosso-rosa. Ma in estate-autunno produce anche delle saporite cotogne gialle, dal sapore acidissimo, e dotate di proprietà astringenti.

Cotognastro (Cotoneaster salicifolia)
I frutti rosso brillanti del Cotoneaster sono graditissimi agli uccelli, che ne spogliano i rami fin dall’inizio dell’inverno. La fioritura bianca è di ottimo effetto ornamentale. Cresce a cespuglio.

Crespino (Berberis vulgaris) 
Pianta spontanea dalla bella fioritura gialla, era usata per siepi naturali divisorie. Non in molti sanno che le sue bacche rosse ovoidali, dal sapore acido, sono commestibili, e ricche di vit.C. Si possono consumare fresche o in marmellata, che veniva somministrata a chi soffriva di disordini epatici. Le foglie aromatizzano le insalate.

Faggio (Fagus sylvatica)
Pianta splendida dal punto di vista ornamentale, il faggio ha una disposizione fogliare talmente precisa, da creare sotto di sè, nelle faggete, l’ombra totale. Il legno, rosso-bruno, era usato nell’antichità per fare vasi (come ricordato da Virgilio nelle Egloghe). Molti però ignorano che le faggiole (i frutticini del faggio) sono commestibili (e il nome Fagus deriva proprio dal greco “mangiare”), ed hanno accompagnato per anni i periodi di carestia delle popolazioni rurali subalpine. Pare anzi che l’olio di faggiola sia secondo al solo olio d’oliva.

Ginepro (Juniperus communis)
Pianta che assume forme diverse in montagna (strisciante) o in pianura (a cespuglio). Produce bacche blu scuro, che sono usate industrialmente per aromatizzare bitter e acquaviti (gin da ginepro), o conserve, birre e piatti tipici di carne. E’ nota la loro azione balsamica e diuretica, e sono spesso prescritti per la cura delle vie respiratorie.

Ippocastano (Aesculus hippocastanum)
Le castagne dell’ippocastano venivano usate in Turchia per la cura dei cavalli con problemi alle vie respiratorie (da cui il nome). In seguito sono state usate come alimento per ovini e suini. Di sapore un po’ amarognolo, sono comunque commestibili, ed alcuni sostengono di prevenire raffreddori ed influenze tenendo alcune castagne in tasca. L’albero è molto usato per ornamento per la bellezza delle foglie e per gli splendidi grappoli di fiori bianchi.

Lantana (Viburnum lantana) 
Cespuglio vigoroso dalla bella fioritura bianca e dalle foglie eleganti, ha rami flessibili che un tempo erano usati come legacci o per fare ceste. Le bacche, prima rosse e a maturazione nere, sono più belle da vedere che da mangiare, in quanto molto aspre e purgative. In passato erano usate per curare affezioni bronchiali.

Leccio (Quercus ilex)  
Questa quercia sempreverde dalle foglie coriacee, e molto resistente ai terreni aridi e salsi, produce delle ghiande molto apprezzate dai suini. Commestibili solo per stomaci forti, ma la pianta è bellissima.

Mandorlo (Prunus amygdalus) “Duro” e “Tuono”
Rosacea dalla splendida fioritura primaverile profumata, soffre tuttavia un po’ i freddi delle zone settentrionali. In climi più caldi produce ottime mandorle, dall’eccellente valore nutritivo.

Noce (Juglans regia)
Noce nero (Juglans nigra)
Noce e noce nero sono piante elegantissime dal portamento maestoso. La forma del gheriglio, simile al cervello umano, indusse a pensare, nel medioevo, che potesse curare le infermità mentali. La noce è comunque ricchissima di elementi nutritivi nobili, e può essere consumata anche fresca. Si può gustare col miele, col pane, nel muesli, nelle macedonie, e ci si prepara il liquore “nocino”. Pare che le streghe si riunissero sotto un noce a Benevento.

Olivello spinoso (Hyppophae rhamnoides) - 30 Euro

Pianta rustica che vive in terreni poveri, che stabilizza con le sue radici. Le drupe (i frutticini) arancioni venivano utilizzate per lucidare il manto dei cavalli (da cui il nome botanico). In realtà i frutti sono commestibili,  molto buoni (un po’ aciduli), e ricchissimi di vit.C. Il fogliame, grigio, ricorda le foglie d’olivo.

Olmo (Ulmus campestris)
Albero tradizionale del paesaggio agrario italiano, veniva addirittura usato come sostegno vivo (maritato) per le viti dagli antichi romani. Le fronde erano usate come cibo per il bestiame. Dioscoride citava una minestra di foglie novelle d’olmo. Le samare giovani si consumavano in insalata (1850) e i “semini”, chiamati “pan di maggiolino”, venivano sgranocchiati dai bambini che andavano a scuola. Columella li suggeriva infine per favorire la lattazione.

Prugnolo (Prunus spinosa) 
Arbusto spontaneo interessante, forma macchie spinose impenetrabili che si riempiono di fiori bianchi a primavera. Ospita spesso nidi di uccelli. Le foglie essiccate erano usate per preparare infusi, al posto del tè. Le bacche, piccole susine blu-nere, sono molto aspre in estate e diventano dolcissime in autunno. Hanno proprietà astringenti.

Tasso (Taxus baccata)
Conifera sempreverde usata isolata o per siepi di ottimo effetto ornamentale, veniva chiamata albero della morte per la velenosità dei suoi semi. Gli arilli rossi che circondano il seme invece, non solo sono commestibili, ma anche molto dolci e gradevoli. Resistono benissimo in terreni calcarei.

Rosa canina
Rosa rugosa 
Sono cespugli spontanei che regalano splendide fioriture bianche a “fiore aperto”, di grande vigore e di notevole bellezza. Il frutto, più “grasso” nella rugosa e più affusolato e di colore rosso brillante nella canina, è molto buono (dolce-acidulo) anche se consumato immaturo, ed è ricchissimo di vit.C. Oltre che freschi i frutti si consumano in conserve, macerati in acquavite e zucchero (rosolio), o tritati ed essiccati sotto forma di tè. Sono sedativi e astringenti.

Rovere (Quercus petraea o Q.sessiliflora)
Il rovere è uno degli alberi più maestosi d’Italia. Il suo legno, pesante e durevole, è tra i più pregiati. La sua corteccia, ricca di tannini, era usata per la concia delle pelli. Pochi sanno che le sue ghiande, oltreché nutrire i maiali, hanno aiutato in passato la povera gente in tempi di carestia. Per stomaci forti.

Sambuco nero (Sambucus nigra)
Da sempre amati dagli uccelli, i suoi frutti sono invece adatti anche al consumo fresco (solo a piena maturazione), per marmellate e distillati (sambuca) e sono molto ricchi di vit.C. Con i fiori bianchi si faceva un tè antitosse, e in qualche caso si preparavano gustose frittelle. Il legno morbido era usato dai bimbi, svuotato all’interno, per fare cerbottane.

E se serve la messa a dimora?

 

 

 
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