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Rivista del Pane quotidiano
   

RICICLARE IN CASA E IN GIARDINO: UN’ABITUDINE DA RISCOPRIRE

 

Quante volte abbiamo sentito deprecare il continuo aumento dei rifiuti urbani ed extraurbani, da parte di amministratori ed operatori. Problema che in estate raggiunge un culmine, con tutte le discariche a cielo aperto (autorizzate e non autorizzate) che urtano la sensibilità di tutti, quando non emanano cattivi odori o diffondono sporcizia e malattie. Oggi abbiamo l’occasione di fare qualcosa di concreto per ridurre la quantità di rifiuti da smaltire, trasformando, una volta tanto, le nostre parole e i nostri lamenti, in fatti tangibili.

In che modo? Attuando il compostaggio dei rifiuti organici. Una pratica facile, ecologica, educativa per adulti e bambini, e, soprattutto, del tutto naturale.

 

 

Ma che cos’è il compostaggio, e come lo si può realizzare?

Il compostaggio è la lenta trasformazione di qualunque residuo organico (erba tagliata, residui legnosi, scarti e avanzi di cucina, bucce, scarti di frutta e verdura, carta, ossa, ecc.), da residuo fresco in ottimo terriccio. Perchè ciò avvenga è necessario seguire alcune semplici regole:

- E’ necessario disporre di un contenitore forato per il compostaggio (in plastica, legno, mattoni ecc.)

- All’interno del contenitore vanno messi i residui in modo stratificato (non tutti di un solo tipo)

- Deve essere garantita una buona umidità all’interno della composta

- Deve essere garantita (importantissimo contro gli odori) una buona aerazione al miscuglio

- E’ utile utilizzare un acceleratore di compostaggio.

Dopo circa due mesi, dallo sportellino anteriore della compostiera uscirà un ottimo terriccio concimato, che potrà essere utilizzato per qualsiasi pianta in giardino o per l’orto-frutteto. In tale modo si realizzerà un ulteriore risparmio economico.

Molti comuni hanno in essere (nel rispetto di una recente legge) sconti anche elevati sulla tassa rifiuti, per chi dimostri di attuare il compostaggio dei rifiuti organici. Questo è un esempio di collaborazione molto interessante, che dovrebbe essere seguito e imitato da molti. L’eliminazione dell’eccesso di rifiuti deve essere sentito come un problema di tutti, e rappresenta un risparmio di costi per il singolo e per l’intera collettività.

E’ opinione di molti, tra gli addetti ai lavori, che presto l’intera provincia di Milano sarà incentivata al riciclaggio casalingo. Il riciclo dei rifiuti verdi, organici e di cucina rappresenta un notevole problema per ogni amministrazione pubblica: sia per i costi di smaltimento (sempre maggiori), sia per il rapido deterioramento dei materiali. Essere in grado di ridurre tali costi è obiettivo di ogni comunità, e il risparmio collettivo, se il problema viene ben gestito, può essere consistente. E’ stata così data ai singoli cittadini sensibili al problema, la possibilità di un ulteriore risparmio con un piccolo sforzo individuale. Si è cercato infatti di contenere il problema all’origine, dove nasce. Cioè dal produttore primario di residui verdi o organici, rappresentato principalmente dalla famiglia o dalla singola abitazione. Se infatti ogni cittadino contribuisse alla riduzione della produzione di residui organici "umidi", tutti i cittadini risparmierebbero. E’ comodo infatti pensare: produco quanti residui voglio, tanto poi qualcuno li smaltisce. E’ un costo che tocca tutti, e ogni singolo passo fattibile dovrebbe essere fatto. E’ giusto ed educativo premiare, anche in modo sensibile, chi contribuisce a diminuire un costo che tutti dobbiamo pagare.

 

 

I dubbi più comuni

Quando nel nostro vivaio proponiamo l’attivazione di un sistema di compostaggio in giardino o sul balcone, spesso riscontriamo delle "paure" da parte delle persone, che sono comprensibili, ma spesso non fondate. Per esempio per quanto riguarda i cattivi odori che si teme possano derivare dal compostaggio. Questo è un mito da sfatare, in quanto la corretta compostazione non genera alcun tipo di odore, se non quello della terra fresca.

Il segreto sta tutto nel creare una stratificazione di materiali diversi (erba tagliata, legnetti, avanzi di cucina) che consenta sempre il passaggio dell’aria in mezzo al cumulo. Infatti il compostaggio si differenzia dalla fermentazione (che genera invece cattivi odori) proprio perchè la demolizione dei residui organici avviene in presenza di ossigeno. I batteri e i funghi che trasformano i rifiuti in ottimo terriccio sono infatti attivi in presenza di ossigeno. Se non c’è aria in mezzo al cumulo si sviluppano invece i batteri anaerobi, che provocano una demolizione solo parziale, con fuoriuscita di sostanze gassose dall’odore sgradevole (ammoniaca, acido solfidrico ecc.). E’ quindi sufficiente stratificare correttamente i materiali, privilegiare compostiere molto aerate, arieggiare e rivoltare periodicamente il cumulo, per ottenere in poco tempo un buon terriccio compostato.

Per i più pigri, si potrà anche fare uso dei cosiddetti "acceleratori di compostaggio", che sono dei concentrati di enzimi e spore batteriche (buone), in grado di stimolare l’attività microbica del cumulo.

Occorre naturalmente evitare di mettere nel cumulo sostanze tossiche (piombo, cadmio, alluminio), ed escludere o limitare quelle inorganiche non compostabili (vetro, plastica, metalli).

Il terriccio ottenuto alla fine (da due a sei mesi, a seconda della compattezza del materiale) avrà una composizione mista a seconda dei materiali di partenza. Di solito, comunque, abbastanza equilibrata, e tale da poter essere immediatamente utilizzata per le piante senza particolari controindicazioni.

L’altro segreto sta nel tenere sempre il cumulo discretamente umido, perchè in assenza di umidità l’attività microbica si ferma. L’eccesso di umidità invece crea condizioni di anaerobiosi (cioè di assenza di ossigeno), e provoca quindi i disagi visti precedentemente in caso di fermentazione (cattivi odori).

Insomma, compostare non sarà proprio elementare, ma neanche si può dire che sia così difficile. Di sicuro vale la pena di provare.

 

Una scommessa per il futuro

La natura è una madre per tutti noi. La semplicità è sinonimo di saggezza, e nulla di troppo artefatto o artificiale può essere veramente bello. Dalla natura impariamo ogni giorno: i giardini più belli sono quelli che non solo imitano la natura, ma quelli che, in qualche modo, la rispettano, la esaltano, ne sono abitati e posseduti.

Ecco perchè una scelta biologica, di riciclaggio, non ha solo un significato economico o di buon senso, ma rappresenta anche una scelta di vita, una scommessa per il futuro. Recuperare materiali e residui vuol dire anche recuperare ricordi, tradizioni, consuetudini, a partire dalla scelta della frutta, riscoprendo profumi e sapori (ma anche resistenza alle malattie) di cotogne, melagrane, sorbe, corniole, apprezzate dai nostri nonni e oggi colpevolmente dimenticate, per arrivare ai piccoli frutti di cui tutti siamo stati golosi (chi non ricorda almeno una scorpacciata di ribes, more, lamponi, mirtilli, uva spina, con le mani e la bocca annerite di succo). I nostri nonni poi, in un’atmosfera naturale in cui il tempo era ricondotto a una maggiore lentezza, non dimenticavano mai l’angolo degli aromi (con i profumi intensi di salvia, lavanda, erba limoncina, alloro, cipollina ecc.), e uno spazio dedicato a splendide fioriture di rose (naturalmente antiche o spontanee), gerani e perenni da fiore (speronella, giaggioli, ortensie ecc.). La giornata insomma scorreva con i suoi ritmi, e la natura era parte integrante della vita stessa. Gli attrezzi quotidiani (vanghe, falcetti, forbici, accetta) erano armonicamente mescolati a piante, fiori, tavoli e sedie. E i materiali per comporre una staccionata, delle seggiole, delle fioriere, erano rigorosamente in legno, vimini, terracotta: natura vicino a natura.

Il compostaggio, e quindi il riciclo di ogni materiale organico, era alla base della concimazione di qualsiasi pianta (insieme alla cenere del camino), a simboleggiare i cicli di nascita e rinascita a cui la natura ci educa costantemente.

Abbiamo voluto ricordare tutto questo perchè riconosciamo questi valori, come valori fondanti della nostra attività. Non può esistere un giardino che non sia naturale, e non può esistere un giardino veramente bello, che non sia anche semplice.

Non c’è nulla da scoprire: c’è solo da imparare. E il più bello dei libri è ogni giorno sotto ai nostri occhi, se la nostra umiltà ci consentirà di leggerlo e, forse in parte, di capirlo.

 

 
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