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Fiori, Piante, Progetti, Lavori nel verde  
| SOMMARIO | LE NOSTRE PIANTE |  

Rivista del Pane quotidiano
   

CARATTERI E FIORITURE

Quando l’esplosione di fiori della primavera volge al termine, e i giorni si fanno via via più caldi e tiepidi, timidamente un certo numero di piante a fioritura estiva prepara lo sbocciare dei fiori che ci accompagneranno sotto il solleone. Ci si è mai chiesti perché vi sono piante che fioriscono a primavera e altre in estate? E’ forse un meccanismo legato alle temperature o al fotoperiodo? O semplice pigrizia che attecchisce anche nel mondo vegetale oltre che in quello umano?

Le risposte sono molteplici, come in tutte le situazioni riguardanti esseri viventi. Le piante che fioriscono in primavera hanno quasi sempre sviluppato le gemme fiorali nella stagione precedente. Ai primi tepori non fanno altro che aprire le gemme già preparate in precedenza, e quindi hanno fioriture spesso anticipate, proprio all’inizio della stagione. Si comportano così piante come la Forsythia, con la sua stupenda fioritura gialla di fine inverno, o come la Spiraea arguta dai lunghi getti bianchi. Altrettanto fanno le stupende Magnolia soulangeana, coi bellissimi fiori a calice sui rami nudi, i ciliegi, gli albicocchi, i peschi, i mandorli, e tutti i Prunus ornamentali da fiore. Non solo poi piante a foglia caduca hanno questo comportamento, ma anche numerose sempreverdi, tra cui camelie, azalee, rododendri. Su tutte queste specie, intervenire con potature incoerenti durante l’inverno, provocherebbe una forte riduzione dell’emissione di fiori, e va pertanto evitata, o limitata alla pulizia del secco.

Il caso limite di questo tipo di pianta è il bulbo autunnale (tulipano, narciso, giacinto, crocus), che ha già dentro al bulbo tutti gli elementi necessari alla fioritura (talvolta veramente stupenda), ed è influenzato veramente in modo limitatissimo dalle concimazioni che gli vengono somministrate. Nonostante tutto diverse ditte di prodotti per l’hobbista giardiniere propongono concimi "specifici per bulbose". Misteri del marketing.

Le piante a fioritura estiva hanno invece un comportamento del tutto diverso. Infatti alla fine dell’inverno emettono di solito foglie e rami privi di fiori. La maturazione del fiore avviene infatti durante la stagione. Non di sola apertura quindi si tratta, ma di una vera e propria preparazione estiva dei componenti fiorali. Fanno parte di questo tipo di piante, ad esempio le rose, gli oleandri, gli Hibiscus, le Lagerstroemia, le spiree a fioritura estiva (ad es. S.bumalda), i fichi (con l’eccezione dei "fioroni"), e mille altre specie.

E’ facile capire come per queste piante sia molto più delicata la fase primaverile/estiva rispetto alle altre, in quanto non hanno solo da far sbocciare qualcosa di già pronto, ma devono avere risorse, acqua, luce, nutrimento, sufficienti alla produzione dell’intero apparato fiorale. Più resistenti invece saranno alle potature invernali, che possono in questo caso essere un po’ più intense, soprattutto sui rami già sfioriti.

Un altro tipo di piantina a fioritura estiva è la cosiddetta "annuale da fiore", che si gioca tutto in una sola stagione. Parte infatti dal seme (di solito a fine inverno), e nel corso dell’anno sviluppa una fioritura spesso lunghissima, che viene interrotta solo dai primi geli, in occasione dei quali la piantina muore. Con la consapevolezza di avere speso tutto con generosità per perseguire il suo unico obiettivo: fiorire e quindi riprodursi.

I vivaisti sfruttano la caratteristica di queste piantine per usufruire di lunghissime fioriture, al fine di ornare balconi e fioriere con mille colori. Fanno parte di questo gruppo tageti, fior di vetro, Nuova Guinea, begoniette, petunie, agerati, Salvia splendens, e mille altre dalle fioriture differenziate e coloratissime. Fanno parte di questo gruppo, anche se non usate a scopi ornamentali, la maggior parte delle piante da orto: fagioli, piselli, pomodori, zucchine, meloni, cocomeri, peperoni. Tutto in una stagione, e poi, chi s’è visto s’è visto.

Può essere divertente, prendendolo come un gioco, provare a immaginare che tipo di carattere potrebbe avere un certo gruppo di piante, in funzione del suo modo di fiorire, se invece di essere un vegetale fosse un essere umano.

Ad esempio, la pianta a fioritura primaverile (camelia, rododendro) è il tipico individuo meticoloso, che prepara a lungo e con cura gli impegni che lo attendono più avanti. Sa aspettare senza impazienza anche per un intero inverno il momento più adatto per dare il meglio di sé. Poi, quando giungono i primi tepori, scatena la sua fioritura in modo imperioso, approfittando del momento in cui tutti gli altri ancora non sono preparati, ed effettua un "coup de theatre" che lascia tutti attoniti e stupefatti. In compenso ha usato l’intera bella stagione per preparare nell’ombra la fioritura dell’anno dopo, con quella soddisfazione intensa e segreta di chi fa, all’insaputa di tutti, pregustando il colpo grosso. In agguato un solo rischio: e se nessuno se ne accorgesse? Anche ai migliori ciliegi da fiore possono capitare cinque-sei giorni di pioggia, in grado di vanificare un anno di meticolosa preparazione.

Il bulbo poi (narciso o tulipano che sia), porta all’eccesso questo comportamento, e in cambio di una stupenda fioritura primaverile, resta brutto e spelacchiato tutto il resto dell’anno, nascondendosi addirittura sotto terra durante l’inverno, non si sa se per il freddo o per la vergogna.

Per carità, se avete un giardino, soffermatevi a guardare ogni tanto se c’è qualche fioritura primaverile che aspetta i vostri occhi. La vostra distrazione potrebbe vanificare un intero anno di fatiche.

La pianta a fioritura estiva al contrario ha un carattere un poco meno previdente. Sviluppa le sue fioriture durante la bella stagione, pensandola eterna ed infinita. Poi rimane regolarmente sorpreso dall’arrivo dei freddi invernali, e si accorge, come la cicala di La Fontaine, di non avere più tempo per mettere fieno in cascina. Deve così entrare in riposo senza aver messo via nulla che lo aiuti a fiorire l’anno successivo.

Imprevidenti e non attenti al futuro, in compenso rose ed oleandri fioriscono allegramente per tutta l’estate, gratificando le tristi Forsythia e le verdi azalee con copiose cascate di fiori, dai bellissimi colori. Di loro non c’è possibilità di non accorgersi, tanto è lungo il periodo fiorito. E canti e balli si susseguono per buona parte dell’estate. In autunno però, come in ogni storia a lieto fine, rose ed oleandri hanno un rigurgito di saggezza e, archiviate chitarre e bianche vesti, mettono su qualche maglione, i calzini pesanti, e provvedono a mettersi al sicuro per i rigori invernali. Passati i quali dovranno ripreoccuparsi di mettere in cantiere nuovi fiori e nuove imprese.

Non così avviene per i poveri fiori di vetro o per i tageti, che portano la loro fioritura così intensamente e così a lungo, da non avere più alcuna energia all’arrivo dei primi geli. E ad essi si abbandonano voluttuosamente, appagati e felici (forse) per avere conservato fino a Novembre inoltrato la capacità di produrre i loro migliori fiori e frutti.

Certo l’accettazione della morte può essere serena solo se si è riusciti a far fruttare, in coscienza, quanto di meglio la nostra vita ci poteva offrire. E il meglio per i fiori annuali è stato sicuramente fiorire, cantare e ballare in bianche vesti. Chi di noi, in coscienza, non ha mai desiderato di morire tra le braccia di una donna stupenda? O salvando da morte sicura con un atto eroico decine di persone in mezzo al mare? O vincendo la maratona olimpica con la maglia azzurra? Un solo gesto, stupendo, può anche valere una vita intera.

Possiamo criticare il comportamento di queste piantine, che con la loro gioiosa fioritura cantano sui nostri balconi un inno alla vita ricco di mille colori? Una così serena accettazione della morte merita un approfondimento ancora maggiore di quello di queste pagine. Lasciamoci insegnare qualcosa per la nostra vita anche da questi minuscoli, generosi, fiorellini.

 
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