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Omeopatia
   

UN TENTATIVO DI SPIEGAZIONE SCIENTIFICA DELL'EFFETTO DI UN RIMEDIO OMEOPATICO

 

Il farmaco omeopatico non esplica un'azione "di massa" come la maggior parte dei farmaci conosciuti, ma "di messaggio". Infatti e' noto che il veicolo (sia esso acqua, alcol, lattosio) non contiene piu', se non in dosi infinitesimali, il principio farmacologico di partenza.

Che tipo di messaggio riesca a trasmettere, e perche' abbia un'azione cosi' diversa dai consueti farmaci, non e' tuttavia del tutto chiaro.

Il rimedio omeopatico presenta infatti numerose peculiarita':

- Agisce a livello centrale, indipendentemente dal sito di somministrazione

- Agisce immediatamente, ben prima del tempo teoricamente necessario alla diffusione delle sue molecole

- Non varia il suo effetto variandone le dosi

- Varia il suo effetto variandone la potenza di dinamizzazione (maggior potenza piu' e' diluito)

- Viene alterato da alte temperature

- Non ha alcuna azione se il rimedio non e' indicato

- Ha un'azione non solo fisica ma anche psichica Sulla base delle piu' recenti sperimentazioni, e appoggiandosi sui contributi teorici di alcuni scienziati, e' oggi possibile ipotizzare con una certa attendibilita' quale sia la modalita' d'azione del farmaco omeopatico.

In campo medico il problema viene del tutto aggirato attraverso l'uso di "materie mediche", che sono dei veri e propri manuali che identificano il rimedio piu' adatto, sulla base dell'insieme dei sintomi presentati dal paziente. Le materie mediche hanno origine strettamente sperimentale, e si basano sul principio che il simile si cura col simile. Tuttavia nulla dicono sul modo attraverso cui il rimedio esplica la sua azione.

In realta' il farmaco omeopatico va ad interferire con i delicati meccanismi di regolazione biologica degli organismi viventi, in modo scientificamente ancora non definito.

Tale definizione risulta molto difficile, perche' la scienza non e' ancora riuscita a spiegare completamente i processi di regolazione degli organismi viventi (ne', da solo, e' in grado di farlo il DNA). E' quindi attraverso una ipotesi sui modi di regolazione ed organizzazione della materia vivente che si cerchera' di spiegare l'azione del rimedio omeopatico, e piu' in generale del rimedio di messaggio (soft laser, magnetoterapia, agopuntura, psicoterapia).

ILYA PRIGOGINE E LE STRUTTURE DISSIPATIVE

Tra le peculiarita' della materia vivente, vi e' senza dubbio quella di essere molto distante dall'equilibrio termodinamico. Un individuo adulto, ma anche un'ameba o un protozoo, hanno un'organizzazione interna di gran lunga superiore a qualsiasi aggregato molecolare privo di vita. L'uomo e l'ameba seguono infatti un progetto (talora influenzato da variabili esterne), che ne regola il numero di dita, la dimensione delle membrane cellulari, il colore dei capelli o del citoplasma, la grandezza di accrescimento finale. Questo progetto sviluppa un sistema ordinato e non caotico, che porta all'uomo adulto e all'ameba, invece che ad un ammasso indifferenziato di carne o di molecole.

Un sistema ordinato ha, in quanto tale, valori di entropia molto bassi (l'entropia misura il livello di disordine di un sistema), e tende percio' continuamente verso un'entropia maggiore (come una miscela di sostanze diverse che, riscaldate, si mescolano in modo sempre piu' caotico). Il cibo di cui ci nutriamo, e i prodotti della fotosintesi per i vegetali, rappresentano il consumo di "ordine" che dobbiamo svolgere per mantenere questo stato di ordine lontano dall'equilibrio termodinamico cui tendiamo per legge di natura.

Ilya Prigogine, premio Nobel per la chimica 1977, ha identificato la caratteristica della materia vivente, di essere una struttura dissipativa.

Le strutture dissipative sono sistemi aperti (cioe' non isolati termodinamicamente) che mantengono il loro stato di non-equilibrio termodinamico grazie ad una continua dissipazione di energia verso l'esterno. L'ordine prodotto da questa dissipazione, genera nuovo ordine e nuova organizzazione (strutture autocatalitiche), ma se il flusso di energia si interrompe o diminuisce, la struttura puo' collassare, e non ritornare piu' allo stato iniziale (irreversibilita').

Un esempio elementare di struttura dissipativa e' una pentola d'acqua piena di pasta. Il calore della fiamma dapprima agitera' caoticamente le molecole di acqua e di pasta. Poi, da un certo livello di energia in su, i moti all'interno della pentola si faranno piu' regolari, e seguiranno uno schema ordinato e non piu' casuale. Tale ordine, lontano dall'equilibrio termodinamico, viene ottenuto a spese del continuo flusso di energia che sfugge verso l'alto, fuori dalla pentola.

L'uomo e' un sistema dissipativo, in grado di mantenere uno stato di non-equilibrio termodinamico, a spese di un flusso di energia continuo che nasce dal cibo ingerito (che viene "disorganizzato" ed espulso) e che deve essere continuamente dissipato. Il consumo di questa energia avviene (oltre che per il movimento) anche per la regolazione interna dei processi vitali, che mantengono l'individuo in uno stato di ordine lontanissimo dalla naturale tendenza all'entropia.

Alcune macromolecole organiche, che presentano (come il DNA) determinate caratteristiche, sono delle eccellenti strutture dissipative, in grado cioe' di dissipare energia sotto forma di vibrazioni ordinate della medesima frequenza.

La regolazione dei processi vitali avviene (si pensa) grazie a vibrazioni "coerenti" di micro strutture dissipative presenti all'interno dell'organismo. In special modo acqua e macromolecole organiche. Per comprendere come cio' possa avvenire, e' necessario definire una "vibrazione coerente".

FROELICH E LE VIBRAZIONI COERENTI

Froelich e' un fisico noto soprattutto per i suoi studi sulla superconduttivita'. Ha pero' costruito un modello teorico riguardante le vibrazioni coerenti dei sistemi biologici, i cui sviluppi sono estremamente importanti.

Una molecola che presenti conformazione dipolare (cioe' abbia una parte della stessa dotata di carica elettrica), se eccitata da una fonte di calore, vibra in modo caotico, cioe' le vibrazioni nelle diverse direzioni tendono ad annullarsi.

Se pero' l'energia fornita e' superiore a una certa soglia, e puo' scaricarsi continuamente, i dipoli iniziano tutti a vibrare con la stessa frequenza, in fase, in modo coerente.

Come nelle strutture dissipative previste da Prigogine, dunque, si genera uno stato ordinato, lontano dall'equilibrio termodinamico.

Froelich chiama questi moti "vibrazioni coerenti", e ne identifica i sistemi biologici (in particolare le loro macromolecole con forti momenti dipolari, come il DNA, i fosfolipidi di membrana, l'actina) come portatori.

L'esistenza di queste vibrazioni specifiche e' stata dimostrata da esperimenti di Webb (1980) con gli spettri Raman e con le microonde (1975).

Il modello di Froelich prevede dunque vibrazioni coerenti, a patto che il sistema sia in grado di dissipare tutta l'energia ricevuta. Cio' avviene piu' o meno cosi': una biomolecola gigante (DNA) riceve energia dall'esterno (cibo, respirazione, ATP), e si attiva deformandosi (idratandosi) con l'eccitazione di una certa frequenza di vibrazione. Altra energia, altra frequenza di vibrazione. Ad un certo punto la frequenza raggiunta sara' uguale a quella di alcune molecole circostanti, che entreranno in risonanza e vibreranno in modo coerente, attraendosi anche a grande distanza. In tal modo si e' aperto un valido canale di dissipazione. Molecole affini dal punto di vista delle frequenze di vibrazione saranno attratte in prossimita' del DNA e, polimerizzando, genereranno nuove molecole, che a loro volta innescheranno ulteriori vibrazioni o reazioni chimiche (come enzimi), contribuendo alla regolazione dell'attivita' cellulare e dell'intero organismo. Alla fine del processo, se l'organismo e' unicellulare, le vibrazioni saranno di entita' tale da spaccare il sistema, e la cellula si dividera' (moltiplicandosi). Se l'organismo e' pluricellulare, vi sara' una fase giovanile in cui vi saranno molte divisioni cellulari (accrescimento) e poche vibrazioni andranno a "nutrire" l'insieme degli apparati. Seguira' poi una fase di maturita' in cui tutto l'eccesso energetico verra' assorbito dalle funzioni di regolazione dell'organismo, e non si avra' piu' crescita.

Una rigidita' del DNA che ne impedisse o ostacolasse la vibrazione, bloccherebbe le funzioni di regolazione interne dell'organismo. Sostanze cosiddette "intercalanti forti", cioe' in grado di legarsi chimicamente ai due lati dell'elica del DNA, hanno attivita' antibiotica (uccidono), in quanto ne bloccano l'attivita' vibrazionale (come un piolo in una scala). Sostanze "intercalanti deboli", che cioe' ostacolano ma non bloccano l'attivita' vibrazionale, sono cancerogene. Cio' e' in perfetto accordo con l'ipotesi psicosomatica del cancro che ha statisticamente dimostrato essere il cancro null'altro che la normale crescita cellulare in assenza di controllo e regolazione da parte dell'organismo. Quel controllo che verrebbe a mancare essendo ostacolata l'attivita' regolativa delle vibrazioni coerenti del DNA a causa delle sostanze intercalanti.

Anche la teoria degli oncogeni, sebbene di stretta derivazione allopatica, trova una sua spiegazione alla luce di quanto premesso. Infatti e' noto che il DNA attiva effettivamente solo una frazione molto piccola dei geni posseduti. Una alterazione delle frequenze di vibrazione della molecola (sia dovuta a squilibri biologici, sia a sostanze intercalanti deboli) ha l'effetto (deleterio) di attivare frazioni genetiche normalmente inattive, che generano la crescita abnorme e sregolata (rispetto al "progetto") che chiamiamo cancro.

UNA RETE DI CONTROLLO IMMANENTE

Questo intenso gioco di vibrazioni coerenti, che consentono all'organismo una situazione di squilibrio termodinamico (ma di perfetto equilibrio biologico) grazie a continui flussi di energia in entrata (cibo) e in uscita (movimento, attivita', vibrazioni), rappresenta quindi una rete di comando e di regolazione immanente alla materia vivente.

Una serie di considerazioni sviluppate dal fisico E. Del Giudice, relativamente alla propagazione delle vibrazioni di Froelich all'interno dell'organismo, ci convince del fatto che essa avvenga attraverso "filamenti" di liquido polarizzati e di sezione piccolissima. Tali filamenti, che hanno il compito di fare da "autostrade" per le vibrazioni coerenti nel citoplasma, verrebbero addirittura rivestiti (come veri e propri cavi elettrici) da altre molecole attratte dalla carica elettrica dei filamenti dipolari.

Ricerche di Porter et al. col microscopio elettronico ad alto voltaggio, hanno evidenziato questo reticolo interno al citoplasma, chiamato citoscheletro, che altro non e' se non il rivestimento dei "filamenti" di acqua polarizzata di Froelich.

L'esistenza anche nella cellula vegetale di fori nella parete cellulare (porocanali) per consentire a filamenti di citoplasma di costituire collegamenti tra le cellule denominati plasmodesmi, altro non e' che l'ulteriore conferma della sostanziale identita' tra tutti i sistemi viventi.

Queste reti di comunicazione, del tutto indipendenti dai normali canali umani (sistema nervoso, circolazione sanguigna), potrebbero coincidere con i meridiani dell'agopuntura, dell'agopressione, delle tecniche di massaggio profondo, che connettono parti del corpo apparentemente del tutto slegate, talvolta con effetti terapeutici profondissimi.

La presenza di un campo elettromagnetico coerente caratteristico in ogni forma vivente era peraltro gia' stato dimostrato negli anni sessanta dalle ricerche di Saxton-Burr con elettrodi, e dagli splendidi resoconti fotografici d'oltrecortina dei coniugi Kirlian. Oggi finalmente possiamo dare una spiegazione plausibile a quei fenomeni sperimentali stupefacenti.

AZIONE DEL RIMEDIO OMEOPATICO

Il rimedio omeopatico si ottiene per diluizione e succussione di una sostanza di partenza. La sostanza di partenza determina la specificita' di vibrazione del rimedio, mentre l'agitazione ripetuta della soluzione fornisce l'energia necessaria ad innescare i moti di Froelich.

Per quanto concerne il meccanismo di trasmissione della vibrazione al veicolo, trovo molto interessante la teoria dei "clatrati" di Vithoulkas ed al., che identifica nelle molecole d'acqua a piu' stretto contatto con le molecole della sostanza di partenza, i responsabili della trasmissione. Ogni successiva diluizione aumenta la frequenza di vibrazione del veicolo idroalcoolico, che fa da trasmettitore del messaggio iniziale di vibrazione.

L'azione del farmaco non e' quindi altro che la somministrazione all'organismo di una vibrazione coerente di Froelich che, se simile o coincidente alla vibrazione coerente carente o assente nell'organismo malato, la riattiva in modo efficiente e duraturo. Una volta reinnescato, il processo vibrazionale prosegue per lungo tempo, ammesso che non si ripresentino le cause che l'avevano temporaneamente disattivato.

Ecco spiegato perche' l'azione del farmaco omeopatico e':

- di messaggio (trasmette vibrazioni, non sostanze chimiche)

- immediata (si trasmette tramite "filamenti")

- profonda (riattiva vibrazioni spente in tutto l'organismo)

- individuale (frequenze diverse non hanno effetto)

Hahnemann sosteneva, su base teorica, che il simile si curasse col simile ma non con l'uguale. I nosodi, e i rimedi isopatici (rimedi preparati a partire da parti malate, o dalle stesse sostanze delle quali si prevede o teme l'intossicazione), secondo l'interpretazione fino a qui data, sono perfettamente in grado di fornire la vibrazione necessaria, al pari del simillimum omeopatico.

Ma qual'e' la logica attraverso cui si giustifica la somministrazione di un rimedio o di un nosode? Perche', piu' precisamente, l'omeopatia classica ritiene una sostanza che causa gli effetti A, B e C, in grado di curare gli stessi effetti una volta diluita omeopaticamente?

Credo che una spiegazione si possa tentare alla luce di quanto finora detto.

Supponiamo che un eccesso della sostanza X provochi su un organismo sano l'insorgere di macchie sull'epidermide. Spesso avviene che anche una carenza della sostanza X provochi il medesimo sintomo. Questo significa che in molti casi la malattia dipenda non da carenza od eccesso, ma da una sensibilizzazione dell'organismo a quella sostanza. In altre parole ad una incapacita' di farne un uso corretto, come se l'eccesso ne avesse alterato il normale metabolismo.

Alterare il metabolismo di una sostanza, puo' significare, alla luce di quanto visto, inibire una certa gamma di frequenze di vibrazione di Froelich, tipiche di quella sostanza. Ecco che l'azione del rimedio omeopatico sara' proprio quella di fornire all'organismo malato le onde di Froelich specifiche che si erano "addormentate", grazie all'estrazione di queste (del loro messaggio) con la diluizione e succussione del rimedio.

Il nosode e il rimedio isopatico, sono pertanto i rimedi piu' semplici dal punto di vista logico per l'organismo malato, perche' curano la tossicita' di sostanze in eccesso o velenose, riattivando il metabolismo normale di quelle sostanze grazie alla somministrazione all'organismo delle vibrazioni specifiche che si erano disattivate.

Una volta compresa la logica isopatica (la piu' facile da applicare in agricoltura o veterinaria), risulta evidente la dinamica d'azione anche per l'omeopatia classica. Le materie mediche infatti individuano ogni rimedio grazie a un insieme di sintomi diversi contemporanei. La malattia in corso puo' dipendere da una somministrazione di sostanze tossiche, piuttosto che da un infreddamento, da uno shock psichico, o da una carenza affettiva dell'infanzia. L'omeopatia (indipendentemente dalle cause) individua sostanze, le cui vibrazioni specifiche di Froelich siano in grado di riattivare quelle vibrazioni tipiche dell'uomo sano, che i sintomi che il corpo denuncia mostrano essersi temporaneamente "addormentate". Somministrando al paziente un concentrato di quelle vibrazioni, il rimedio riattiva le vibrazioni naturali, riaggiustando il metabolismo di quei mediatori/regolatori vibranti (non sappiamo quali) che corrispondono pero' perfettamente alla patologia in corso.

LE POTENZE DI DINAMIZZAZIONE

Una curiosita' dell'omeopatia che colpisce i neofiti e' data dal fatto che rimedi piu' diluiti abbiano maggiore potenza curativa.

Se si considera correttamente che la succussione del veicolo e' un processo di energizzazione, alla luce delle ipotesi viste, l'interpretazione non e' difficile. S'e' visto infatti come la macromolecola organica che vibra coerentemente grazie alla fornitura di energia del cibo (o dei prodotti della fotosintesi), al crescere del fenomeno assume diversi livelli di vibrazione coerente. Una alterazione patologica puo' corrispondere all'alterazione di un determinato livello di vibrazioni nella macromolecola "malata". L'effetto curativo corrisponde in tal caso al ripristino di quel livello di vibrazione, e non vi sarebbe per livelli inferiori.

Ecco che l'operazione di succussione di Hahnemann rende piu' potente il rimedio proprio perche', attraverso una energizzazione sempre maggiore del veicolo vibrante, fa raggiungere alla soluzione quella frequenza (frequenza=energia, in accordo con Planck) esattamente corrispondente, o comunque superiore, rispetto a quella minima necessaria.

E' curioso quindi che venga curato cio' che non c'e', e non cio' che c'e'. Ovvero che la malattia rappresenti sempre una carenza di controllo e regolazione, anche se il sintomo presentato e' in forma di eccesso (gonfiore, cancro, indigestione, espulsione, eczema, febbre ecc.).

Sforzandoci di considerare la malattia per quello che e' (carenza di regolazione), e mettendo a confronto questa ipotesi con tutti i casi reali possibili, si potranno trarre utili elementi di cura per ogni organismo vivente, e precisi indirizzi di ricerca in campo sperimentale, ben sapendo che la strada da percorrere e' ancora lunga, e che quindi e' bene fare il tratto piu' breve nella direzione giusta.

 

 
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