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Alberi, arbusti, aromi....
   

PIANTE CURIOSE, DA VASO O NUOVE

Alchechengi (Physalis alkekengi)
E’ una pianta erbacea, parente della patata, che produce dei frutti eduli rossi o arancioni, curiosamente avvolti in un involucro cartaceo, che fa assomigliare il frutto ad una lampada. Il frutto, acidulo, è ricchissimo di vit.C.

 

Castagno nano "Tanzawa"
Ecco un castagno che può essere coltivato anche in vaso. Matura presto (Ago/Sett) e non supera mai i 3-4 m di altezza.

 

Ciliegio nano
Il ciliegio è normalmente una pianta maestosa. E tuttavia perchè rinunciare a mangiare le ciliegie in terrazza?

 

Cornus kousa (albero delle "fragole")
Pianta interessante di buon valore ornamentale, parente del corniolo, che produce bei fiori bianchi in estate, dalla cui maturazione derivano frutticini simili alle fragole dal sapore curioso. Ama zone e terreni umidi e ombrosi.

 

Melo nano
Una pianta produttiva come un normale melo, ma in grado di stare in vaso, e di crescita contenuta.

 

Melograno nano
Una pianta con tutte le caratteristiche del melograno (fiori, frutti), ma alta solo 50 cm in pieno sviluppo.

 

Nashi o Melo/pero (Pyrus serotina)
Arriva dal giappone il melo/pero. Il sapore e la forma sono particolari. La pianta rusticissima.

 

Noce "Cocco"
Una pianta di noce piemontese dai frutti così grandi (3 volte una noce normale) da meritarsi l’appellativo di "cocchi".

 

Pesco cipressino (pillar)
Una varietà curiosa dalle foglie particolari, che ricorda, nella forma assurgente, il pioppo cipressino. Anche ornamentale. Il frutto è a polpa bianca, poi vinosa, che matura ai primi di Settembre.

 

Pesco nano "Calypso" e "Circe" a polpa gialla
Pesconoce nano "Didone"

Anche in vaso ora è possibile godere del profumo e del sapore delle pesche. Maturano tra la metà e la fine di Agosto.

PICCOLI FRUTTI

Fragola di bosco (Fragaria vesca) 
Per riscoprire l’antico sapore delle fragole di bosco, semplicemente piantandole alla base di qualche pianta in giardino. La varietà "Quattro stagioni" continua a fiorire (e a fruttificare) dalla primavera all’autunno.

 

Josta 
Eccezionale ibrido produttivissimo ottenuto dall’incrocio di ribes x uva spina a frutto rosso scuro, che unisce alla pezzatura dell’uva spina , il sapore ed il profumo del ribes.

 

Lampone (Rubus idaeus) 
Una pianta quasi invasiva, talmente è rustica. I frutti dolcissimi, dal sapore inconfondibile, sono purtroppo poco conservabili. Quale migliore soluzione dunque, che quella di averli sempre nel proprio giardino?

 

Lampone giallo 
Se piace il lampone rosso, quello giallo vi stupirà. E’ di una dolcezza infinita.

 

Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) 
Pianta di montagna amante del fresco e dei terreni acidi, produce in estate frutti blu scuro saporitissimi, con un contenuto altissimo in vit.A. Si consumano freschi da soli o insieme ad altri frutti di bosco, per torte ecc.

 

Mora di rovo (Rubus fruticosus) 
La normale mora, dolce e scura, spinosa e dai lunghissimi getti. Matura in estate, ed è vigorosissima.

 

Mora rossa 
Una varietà altrettanto vigorosa, ma dal brillante colore rosso a maturazione. Il sapore è particolare.

 

Mora senza spine o di S.Francesco
Una mora senza il fastidio delle spine. Vuole la leggenda che S.Francesco d’Assisi si gettasse su un rovo per non cadere nelle tentazioni della carne. E che quel roveto perdesse immediatamente le spine. Vero o no, sono buonissime.

 

Nocciòlo (Corylus avellana)
Quale giardino di campagna della nostra gioventù non possedeva un vecchio nocciòlo? Con le ghiotte nocciòle di cui rompere il guscio con i denti o con un sasso. Le nocciòle sono oggi riscoperte per l’alto contenuto nutrizionale.

 

Ribes bianco (Ribes rubrum "alba") 
Il più delicato dei tre tipi, dolce e saporito. Si riempie a primavera di grappoletti che si sciolgono in bocca.

 

Ribes nero (Ribes nigrum) 
E’ il più aromatico e "medicinale" dei tre. Ha un sapore forte molto particolare, e proprietà antiallergiche ed antiinfiammatorie notevoli. E’ molto produttivo. Attenti a non sporcarsi le mani!

 

Ribes rosso (Ribes rubrum) 
E’ il ribes classico, dal sapore dolce-acidulo, ideale per macedonie, misti bosco, gelati, conserve. Un tempo se ne facevano gelatine e marmellate, ma è buonissimo anche per il consumo fresco, oltre ad essere ricchissimo di vitamine.

 

Uva spina (Ribes grossularia) 
Pianta molto usata in Inghilterra, e un po’ meno da noi. Fa frutti grossi come acini d’uva (quasi trasparenti), ma buoni come un ribes. E’ spinosa e a portamento basso, ma non può mancare in un angolo di piccoli frutti.

 

PIANTE E CESPUGLI AUTOCTONI

Agnocasto (Vitex agnus-castus)
Cespuglio spogliante aromatico dai bei fiori estivi bianco-violetti e dalle foglie palmate, che secondo gli antichi era in grado di frenare gli impulsi sessuali (in realtà le sommità fiorite sono solo calmanti e digestive). I frutti, tondeggianti nero-rossicci venivano un tempo usati come spezia alternativa al pepe. Ama le rive dei fiumi e i letti dei torrenti.

 

Bagolaro o Spaccasassi (Celtis australis)
Grande albero in grado di vegetare su terreni aridi e sassosi (da cui il nome). La bella corteccia liscia di colore grigio, e le imponenti dimensioni, ne fanno una notevole pianta ornamentale. Pochi sanno che il suo frutticino (una drupa dapprima verde, poi nera a maturazione, detta "bagola") è anche edule, e molto appetita dagli uccelli.

 

Castagno (Castanea sativa)
Pianta idonea per suoli acidi o di montagna, è nota da tempo immemorabile, e fu esportata dai romani su Alpi e Appennini. La castagna, ricca di amidi, nutriente e digeribile, è stata per molti anni l’alimento base invernale per le popolazioni rurali e montane. Oggi si usano come caldarroste, fresche, secche, sfarinate o per marron glacée.

 

Ciavardello (Sorbus torminalis)
Pianta autoctona dalle eleganti foglie lobate e lucide, di un bel rosso autunnale, a fiore bianco e frutto giallorosso.

 

Ciliegio selvatico (Prunus avium)
Per chi vuole un ciliegio spontaneo, non innestato, che esplichi la sua forma maestosa senza interventi umani, ecco il Prunus avium che si trova nei campi. Le sue ciliegine non scontenteranno i palati più fini.

 

Cotogno giapponese (Chaenomeles japonica)
E’ un cespuglio con spiccata vocazione ornamentale. Fiorisce infatti contemporaneamente alla Forsythia ad inizio primavera, con una splendida profusione di fiori rosso-rosa. Ma in estate-autunno produce anche delle saporite cotogne gialle, dal sapore acidissimo, e dotate di proprietà astringenti.

 

Cotognastro (Cotoneaster salicifolia) 
I frutti rosso brillanti del Cotoneaster sono graditissimi agli uccelli, che ne spogliano i rami fin dall’inizio dell’inverno. La fioritura bianca è di ottimo effetto ornamentale. Cresce a cespuglio.

 

Crespino (Berberis vulgaris) 
Pianta spontanea dalla bella fioritura gialla, era usata per siepi naturali divisorie. Non in molti sanno che le sue bacche rosse ovoidali, dal sapore acido, sono commestibili, e ricche di vit.C. Si possono consumare fresche o in marmellata, che veniva somministrata a chi soffriva di disordini epatici. Le foglie aromatizzano le insalate.

 

Faggio (Fagus sylvatica)
Pianta splendida dal punto di vista ornamentale, il faggio ha una disposizione fogliare talmente precisa, da creare sotto di sè, nelle faggete, l’ombra totale. Il legno, rosso-bruno, era usato nell’antichità per fare vasi (come ricordato da Virgilio nelle Egloghe). Molti però ignorano che le faggiole (i frutticini del faggio) sono commestibili (e il nome Fagus deriva proprio dal greco "mangiare"), ed hanno accompagnato per anni i periodi di carestia delle popolazioni rurali subalpine. Pare anzi che l’olio di faggiola sia secondo al solo olio d’oliva.

 

Ginepro (Juniperus communis)
Pianta che assume forme diverse in montagna (strisciante) o in pianura (a cespuglio). Produce bacche blu scuro, che sono usate industrialmente per aromatizzare bitter e acquaviti (gin da ginepro), o conserve, birre e piatti tipici di carne. E’ nota la loro azione balsamica e diuretica, e sono spesso prescritti per la cura delle vie respiratorie.

 

Ippocastano (Aesculus hippocastanum)
Le castagne dell’ippocastano venivano usate in Turchia per la cura dei cavalli con problemi alle vie respiratorie (da cui il nome). In seguito sono state usate come alimento per ovini e suini. Di sapore un po’ amarognolo, sono comunque commestibili, ed alcuni sostengono di prevenire raffreddori ed influenze tenendo alcune castagne in tasca. L’albero è molto usato per ornamento per la bellezza delle foglie e per gli splendidi grappoli di fiori bianchi.

 

Lantana (Viburnum lantana) 
Cespuglio vigoroso dalla bella fioritura bianca e dalle foglie eleganti, ha rami flessibili che un tempo erano usati come legacci o per fare ceste. Le bacche, prima rosse e a maturazione nere, sono più belle da vedere che da mangiare, in quanto molto aspre e purgative. In passato erano usate per curare affezioni bronchiali.

 

Leccio (Quercus ilex)
Questa quercia sempreverde dalle foglie coriacee, e molto resistente ai terreni aridi e salsi, produce delle ghiande molto apprezzate dai suini. Commestibili solo per stomaci forti, ma la pianta è bellissima.

 

Mandorlo (Prunus amygdalus) "Duro" e "Tuono"
Rosacea dalla splendida fioritura primaverile profumata, soffre tuttavia un po’ i freddi delle zone settentrionali. In climi più caldi produce ottime mandorle, dall’eccellente valore nutritivo.

 

Noce (Juglans regia)
Noce nero (Juglans nigra)
Noce e noce nero sono piante elegantissime dal portamento maestoso. La forma del gheriglio, simile al cervello umano, indusse a pensare, nel medioevo, che potesse curare le infermità mentali. La noce è comunque ricchissima di elementi nutritivi nobili, e può essere consumata anche fresca. Si può gustare col miele, col pane, nel muesli, nelle macedonie, e ci si prepara il liquore "nocino". Pare che le streghe si riunissero sotto un noce a Benevento.

 

Olivello spinoso (Hyppophae rhamnoides)
Pianta rustica che vive in terreni poveri, che stabilizza con le sue radici. Le drupe (i frutticini) arancioni venivano utilizzate per lucidare il manto dei cavalli (da cui il nome botanico). In realtà i frutti sono commestibili, molto buoni (un po’ aciduli), e ricchissimi di vit.C. Il fogliame, grigio, ricorda le foglie d’olivo.

 

Olmo (Ulmus campestris)
Albero tradizionale del paesaggio agrario italiano, veniva addirittura usato come sostegno vivo (maritato) per le viti dagli antichi romani. Le fronde erano usate come cibo per il bestiame. Dioscoride citava una minestra di foglie novelle d’olmo. Le samare giovani si consumavano in insalata (1850) e i "semini", chiamati "pan di maggiolino", venivano sgranocchiati dai bambini che andavano a scuola. Columella li suggeriva infine per favorire la lattazione.

 

Prugnolo (Prunus spinosa) 
Arbusto spontaneo interessante, forma macchie spinose impenetrabili che si riempiono di fiori bianchi a primavera. Ospita spesso nidi di uccelli. Le foglie essiccate erano usate per preparare infusi, al posto del tè. Le bacche, piccole susine blu-nere, sono molto aspre in estate e diventano dolcissime in autunno. Hanno proprietà astringenti.

 

Tasso (Taxus baccata)
Conifera sempreverde usata isolata o per siepi di ottimo effetto ornamentale, veniva chiamata albero della morte per la velenosità dei suoi semi. Gli arilli rossi che circondano il seme invece, non solo sono commestibili, ma anche molto dolci e gradevoli. Resistono benissimo in terreni calcarei.

 

Rosa canina 
Rosa rugosa 
Sono cespugli spontanei che regalano splendide fioriture bianche a "fiore aperto", di grande vigore e di notevole bellezza. Il frutto, più "grasso" nella rugosa e più affusolato e di colore rosso brillante nella canina, è molto buono (dolce-acidulo) anche se consumato immaturo, ed è ricchissimo di vit.C. Oltre che freschi i frutti si consumano in conserve, macerati in acquavite e zucchero (rosolio), o tritati ed essiccati sotto forma di tè. Sono sedativi e astringenti.

 

Rovere (Quercus petraea o Q.sessiliflora)
Il rovere è uno degli alberi più maestosi d’Italia. Il suo legno, pesante e durevole, è tra i più pregiati. La sua corteccia, ricca di tannini, era usata per la concia delle pelli. Pochi sanno che le sue ghiande, oltreché nutrire i maiali, hanno aiutato in passato la povera gente in tempi di carestia. Per stomaci forti.

 

Sambuco nero (Sambucus nigra)
Il sambuco ha sempre accompagnato gli insediamenti umani, amando i terreni ricchi di azoto (più idoneo a climi montani quello rosso). Da sempre amati dagli uccelli, i frutti sono invece adatti anche al consumo fresco (senza esagerare e solo a piena maturazione), per marmellate e distillati (sambuca) e sono molto ricchi di vit.C. Con i fiori bianchi del sambuco si faceva un tè antitosse, e in qualche caso si preparavano gustose frittelle. Il legno morbido era usato dai bimbi, svuotato all’interno, per fare cerbottane. Attenzione al colore che lascia su dita e vestiti.

 

PIANTE MEDITERRANEE

Arancio dolce (Citrus aurantium)
E’ l’arancio comune, ricchissimo di vit.C, di sole e di dolcezza. Teme i terreni troppo argillosi e calcarei, e vuole posizioni soleggiate e climi caldi. Con la scorza tagliata a fettine e zuccherata si fanno le "scorzette candite".

 

Calamondino (Citrus mitis)
Agrume frutto di incrocio tra kumquat e lime, che produce piccoli frutti simili ad arance dal sapore aspro

 

Carrubo (Ceratonia siliqua)
Leguminosa dalle foglie composte e coriacee molto particolari, produce dei grossi legumi bruno-violacei lunghi fino a 20 cm, che possono essere consumati cotti. Il termine "carato" deriva dall’arabo quirat, che significa seme di carrubo (usato anticamente come unità di misura). Ama terreni calcarei, anche in pendio.

 

Cedro (Citrus medica)
Buccia spessa giallo pallida e polpa poco acida, fanno del "pomo di Media" (cioè Persia, da dove proveniva) un frutto speciale, di pronta commestibilità. Di cui spesso si mangia tranquillamente anche la buccia. Il frutto ha grandi proprietà antisettiche e antiputride, e i suoi semi sono usati come vermifughi.

 

Chinotto (Citrus myrtifolia)
Agrume dalle foglie come quelle del mirto, dal portamento basso e compatto, fa frutti piccoli commestibili dal sapore tipicamente amarognolo. Si consuma fresco (se piace) o in succo per la preparazione del "chinotto".

 

Citrus microcarpa
Avete mai visto un arancio perfetto, ma grande come un seme di ciliegia? Eccolo qua.

 

Corbezzolo (Arbutus unedo)
Noto fin dall’antichità e citato da Plinio e Teofrasto, il corbezzolo è pianta rusticissima, resistente anche ai climi del Nord, e in grado di sopportare l’aridità grazie alle sue belle foglie coriacee. Produce un frutto molto curioso, dalla buccia rugosa, saporitissimo e ricco di vit.C. Fu chiamato albero d’Italia, perchè presentava contemporaneamente foglie (verdi), fiori (bianchi) e frutti (rossi). Con i frutti si facevano anche ghiotte marmellate.

 

Falso pepe (Schinus molle)
Albero di origine peruviana, a chioma tondeggiante, e dalla foglia pennata molto elegante, con fiori gialli e frutti rosa rossi dal caratteristico profumo di pepe. Vive bene in climi mediterranei (Liguria, Sud Italia).

 

Fico d’India (Opuntia ficus-indica) 
Pianta grassa che vegeta sulle coste rocciose e soleggiate, anche su scarpate o rocce laviche. Molto bella ed ornamentale, si riproduce con molta facilità, ma impiega molto tempo a fruttificare. Il frutto, spinoso, deve essere privato della buccia, ed all’interno contiene molti piccoli semi. E’ molto dolce e ricco di vit.C.

 

Kumquat (Fortunella margarita)
Pianta originaria della Cina, produce i cosiddetti "arancini" o "mandarini cinesi", buonissimi e dolci da mangiare con la buccia. Ha portamento compatto, rami esili e foglie piccole e scure. E’ uno degli agrumi più resistenti al gelo.

 

Lentisco (Pistacia lentiscus)
Parente del pistacchio, è un costituente tipico della macchia mediterranea. Forma cespugli compatti pieni di grappoli eretti di frutti rosso bruno. Dal lentisco si ottiene una resina detta "mastice di Chio" usata anche come profumo. I frutti, conservati sotto sale, venivano usati per aromatizzare le carni.

 

Limone (Citrus limon) e limone rifiorente (Citrus limon "femminello" o "Zagara bianca")
Alberello spinescente dalle belle foglie e dai fiori profumatissimi, ci regala da millenni uno dei frutti più preziosi al mondo per ricchezza di vit.C e per proprietà antisettiche e disinfettanti. Il succo è usato oltre che per limonate, anche come condimento, in liquoreria, in profumeria e in cosmetica. I rifiorenti fioriscono a ripetizione.

 

Mandarino (Citrus nobilis)
Pianta dai fiori bianchi piccoli e profumatissimi, produce frutti dolcissimi, con la buccia che si stacca facilmente. Dal frutto, ricco di semi, si ricava un olio essenziale usato in profumeria.

 

Melangolo o arancio amaro (Citrus aurantium "amara")
Frutto commestibile dal sapore caratteristicamente amaro, può essere consumato fresco o in spremuta come componente di bitter, aranciate amare o liquori dolci, come il curacao. I fiori, profumatissimi, si usano per preparare l’essenza di neroli. Foglie e rametti danno invece l’essenza di petitgrain. Usato spesso come portainnesto.

 

Mirto (Myrtus communis) 
Ha fiori bianchi molto profumati in estate, e produce frutti blu scuri in autunno avanzato. Le bacche sono usate per aromatizzare le carni, anche insaccate. Un tempo si preparava col mirto l’acqua d’angelo (cosmetica), e anche il cosiddetto "vino di mirto" lasciando macerare le bacche in vino e miele.

 

Pompelmo (Citrus paradisiaca)
Agrume arboreo dalle grandi foglie. Ha fiori molto grandi e bianchissimi, ai quali segue il frutto, che può arrivare anche a pesare 2-3 kg. Il sapore è molto particolare. Stimolante, contiene buone quantità di vit.A, B e C.

 

Ponciro (Poncirus trifoliata)
E’ l’unico agrume che perde le foglie in inverno, ma che resiste perfettamente al gelo. Fa una fioritura molto profumata ad Aprile, e produce poi degli arancini non particolarmente buoni di colore giallo-arancio. Ornamentale.

 

Pino da pinoli (Pinus pinea) 
Albero maestoso, conosciuto fin dall’antichità, nasce con una chioma globulare, e diventa poi gradatamente ad ombrello. All’interno delle pigne produce i pinoli, gustosissimi e di alto valore nutritivo, che maturano in tre anni all’interno della pigna, prima di cadere. Con i pinoli si fa il pesto ligure, la torta di pane, e mille altre delizie.

 

Ulivo (Olea europaea) 
Pianta simbolo di tutta l’area mediterranea, dalla splendida chioma argentata, e dal bellissimo tronco, produce una drupa oleosa che ci regala il migliore olio possibile per i nostri condimenti. Ricco di grassi poliinsaturi, protegge le arterie e fa solo bene. Il decotto di foglie d’ulivo ha funzione di regolazione della pressione.

 

 

PIANTE ESOTICHE

Akebia quinata
E’ un rampicante ornamentale dalle foglie delicate, che resiste bene al gelo e può quindi essere impiantato anche al Nord. Produce fiori molto curiosi, a forma di berretta, di colore rosso, a Maggio/Giugno. Da questi si sviluppano dei frutticini che, cosa nota a pochissimi, sono anche commestibili.

 

Ananas (Ananas comosus)
Assomiglia ad un’agave, ma l’infiorescenza che porta al centro si trasforma nel frutto che tutti conosciamo.

 

Asimina triloba (Paw-paw o Banano del Nord)
Albero fruttifero a foglia caduca resistente fino a -20°, decorativo, con rami che partono da terra. Il frutto è simile ad una tozza banana, dalla polpa cremosa, aromatica e profumata.

 

Avocado (Persea gratissima)
Parente dell’alloro, questo albero produce delle curiose pere di colore verde dalla polpa burrosa ricca di vitamine e proteine diverse. Prospera nella zona degli agrumi.

 

Banano (Musa paradisiaca)
Pianta ornamentale da appartamento dalle splendide foglie. Si coltiva facilmente anche al Nord, ove la si protegga alla base con paglia o simili, e si accetti il rinnovo annuale delle foglie. In anni particolarmente fortunati, è possibile mangiare le banane, molto più intensamente profumate di quelle in commercio.

 

Caffè (Coffea arabica)
La pianta del caffè è anche una splendida pianta ornamentale, che somiglia vagamente alla camelia. I frutti, rossi a maturità, contengono due semi, solcati all’interno (i chicchi) che, tostati, forniscono la nota bevanda.

 

 

Feijoa (Feijoa sellowiana)
Mirtacea sempreverde dalla bella fioritura, produce un frutto edule, oblungo dalla buccia coriacea verde scura. La polpa, succosa, fresca e profumata, può essere consumata fresca o candita.

 

Kiwi (Actinidia chinensis)
Pianta rampicante originaria della Cina, e recentemente della Nuova Zelanda (da cui il nome), che è oggi coltivata intensivamente in Italia. Il frutto, dalla buccia pelosa e dalla saporita polpa verde, è ricchissimo di vit.C, ed è consumato fresco, in macedonie o zuccherato. La foglia, tonda, conferisce eleganza alla pianta.

 

Litchi (Litchi chinensis) 
Albero dai rami penduli produce frutti commestibili molto pregiati, con polpa bianca gelatinosa dolcissima, di sapore simile a quello di un’ottima uva moscata. Il guscio tubercolato e dapprima rosso vivo, poi tendente al bruno.

 

Mango (Mangifera indica) 
Albero parente del pistacchio, produce però grandi frutti ovoidali profumati, di colorazione gialla con polpa rosa molto profumata. La polpa è squisita e molto nutriente. E’ coltivato in Asia da più di 4000 anni.

 

Mioporo (Myoporum laetum)
Albero sempreverde, frangivento, di rapida crescita a fiori bianchi e bacche rosse

 

Monstera (Monstera deliciosa)
Assomiglia a un Philodendron con foglie settate, ed è anche una splendida pianta rampicante da appartamento. Sorprendentemente però (e raramente in casa) produce un frutto curioso e gustosissimo, da cui il nome deliciosa.

 

Noce Pecan 
Pianta di noce molto elegante e resistente ai nostri climi, che produce un seme commestibile di sapore (e valore nutritivo) del tutto paragonabile alla noce normale, ma di molto più facile estraibilità (tipo nocciola).

 

Noce del Brasile (Bertollethia excelsa) 
Grande albero dal portamento globoso (cresce fino a 40 m di altezza) con foglie enormi (fino a 50 cm) che produce le "noci brasiliane" triangolari che si trovano in commercio insieme a noci, mandorle, arachidi e nocciole.

 

Papaya (Carica papaya)
Parente del fico, gli somiglia anche nelle foglie, ma produce grappoli di frutti in cima al tronco, che sembra più simile ad una palma poiché non ramifica. I frutti sono simili a piccoli meloni dai piccoli semi tondi e neri.

 

Palma da cocco (Cocos nucifera)
Bella pianta ornamentale che germoglia direttamente dalla noce di cocco abbandonata dal mare sulla spiaggia. Bellissima in casa, ha tuttavia bisogno di ampi spazi per giungere a fruttificare. Anche i germogli (palmitos) sono usati per l’alimentazione, oltre naturalmente alla fibra di cocco e al liquido zuccherino contenuto nel frutto.

 

Palma da datteri (Phoenix dactylifera)
Produce grappoli ricchissimi di frutti alla sommità della pianta. Le foglie molto eleganti ne fanno un’ottima pianta ornamentale, che ha anche una discreta resistenza al freddo. Il frutto è dolcissimo sia fresco che secco.

 

Passiflora o frutto della passione (Passiflora edulis) - Maracuja - Grenadilla
Rampicante dal bellissimo fiore (che riporta chiodi, martello e spine della passione di Cristo) che produce un frutto viola-rosato commestibile, da consumare fresco o in succhi (exotic cocktail), noto anche come passion fruit, in varietà diverse prende il nome di Maracuja o Grenadilla. Resiste discretamente al freddo, talvolta anche in esterni.

 

PIANTE DAI FIORI (O ALTRE PARTI) COMMESTIBILI

Albero del Tè (Camellia o Thea sinensis)
Da questa bellissima camelia, si raccolgono le foglie che, fatte essiccare, danno la materia base per la preparazione del tè. La pianta è anche bellissima dal punto di vista ornamentale (fiore bianco piccolo ma simile a quello della camelia).

 

Alloro (Laurus nobilis)
Pianta aromatica di nobili origini, resistente al gelo, al vento, al secco e alla salinità. Le sue foglie, in corone, venivano usate per premiare i vincitori di guerre e giochi. Le foglie si usano per aromatizzare carni e arrosti. Digestivo.

 

Aloe vera o barbadensis
Questa pianta grassa è circondata da un alone di magìa. Già nota agli egizi (e usata da Cleopatra per bellezza e a scopi curativi), e descritta da Dioscoride per la cura della pelle e contro piaghe ed eczemi, viene oggi usata (il succo delle foglie) come ingrediente base (con miele e grappa) per una bevanda che aiuta il sistema immunitario umano, diffusa da un sacerdote brasiliano (Padre Romano Zago), che ne fa uso per curare i tumori.

 

Acero zuccherino (Acer saccharum)
Pianta diffusa in Europa e negli Stati Uniti, che resiste perfettamente ai freddi più intensi. Per incisione del tronco si estrae lo zucchero d’acero utilizzato nelle famose "frittelle" dei breakfast americani.

 

Bambù (Phillostachys aurea)
Pianta ornamentale molto diffusa, dalla notevole rusticità (e invasività) i cui fusti vengono utilizzati ampiamente (dopo cottura) nella cucina cinese (con funghi cinesi, con il pollo ecc.), cui conferiscono un sapore molto delicato.

 

Cappero (Capparis spinosa) 
Bellissima piantina da roccaglia o da muro, i cui appetitosi bocci fiorali vengono raccolti e messi sotto sale.

 

Chiodi di garofano (Eugenia cariophyllata) 
Parente del mirto, è anche una bella pianta ornamentale. I cosiddetti "chiodi di garofano" non sono altro che i bocci fiorali di questa pianta (particolarmente profumati) che vengono raccolti e disseccati.

 

Dragoncello o Estragon (Artemisia dracunculus) 
Questa erba aromatica perenne, usata ancor oggi per insaporire carni e vivande in genere, era considerata in passato pianta dai poteri magici. Vanta in ogni caso un discreto potere afrodisiaco.

 

Limoncella (Lippia citriodora) 
La limoncella, o erba limoncina, è un arbusto che cresce bene in luoghi soleggiati, ed emana dalle foglie un intensissimo aroma di limone, tanto da essere usata spesso come aromatizzante di diversi piatti. Ma l’uso principale che se ne fa è quello di macerarla in alcool per produrre il liquore noto come "Luigiara" o "Limoncina".

 

Orniello o Albero della manna (Fraxinus ornus)
Questo bell’albero, parente del frassino, e resistente ai geli del Nord, oltre ad avere un bel fogliame ornamentale, produce la cosiddetta "manna". La manna è il liquido zuccherino che fuoriesce dai tagli nella corteccia, e si indurisce lungo il fusto (cannelli). E’ usata per dolci e sciroppi lassativi (contiene mannite).

 

Robinia (Robinia pseudacacia)
E’ una leguminosa spinosa vigorosissima e quasi invasiva, che colonizza terreni incolti, scarpate, zone sassose. Il fogliame è molto bello, e la fioritura, a primavera, è fatta di grappoli bianchi spessi molto ornamentali. Con i fiori si fanno buonissime frittelle, dal sapore particolare. Un uso originale di una pianta molto diffusa.

 

Santoreggia (Satureja hortensis)
Erba aromatica dal sapore pungente, le cui foglie e rametti giovani si utilizzano per aromatizzare carni, sughi o insalate. Come il dragoncello, è dotata di un discreto potere afrodisiaco.

 

Yucca gloriosa
E’ una Yucca che sopporta tranquillamente i geli del Nord, e produce in estate dei fiori bianchi molto ornamentali. I petali bianchi del fiore, spesso e carnoso, vengono mangiati in insalata freschi, oppure zuccherati come frittelle.

 
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