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Gioiacasa
   

ARRIVA L’INVERNO: CHE FARE CON LE PIANTE IN CASA?

 

 

Quando l’autunno tinge di giallo, rosso e porpora giardini e balconi, i primi freddi ci devono ricordare alcune cure "di stagione" che dobbiamo rivolgere alle piante d’appartamento. Sbagliare è facile: proviamo a fare chiarezza, con l’aiuto di due agronomi che del verde hanno fatto la loro professione. E diamo una risposta definitiva ad alcuni dei quesiti più dubbi o controversi sull’argomento.

 

 

QUANDO OCCORRE RITIRARE LE PIANTE IN CASA?

Al Nord già da fine Settembre vanno ritirate le piante tropicali: Ficus elastica e benjamina, Philodendron, spatifillo, kentia, Dieffenbachia, Dracaena e tronchetti vari. Possono invece essere ritirate più tardi (Novembre) le piante mediterranee (palme, agrumi, gerani, agavi, mimose, giovani ulivi). Quante volte invece vediamo beniamini e tronchetti a Dicembre crudelmente dimenticati sui balconi.

 

 

E’ GIUSTO CONCIMARE D’INVERNO?

Le piante in inverno entrano in parziale riposo. Non è quindi opportuno effettuare concimazioni chimiche, che le forzerebbero. Se necessario si faccia uso solo di concimi organici a lenta cessione (cornunghia, sangue di bue). Fanno eccezione ciclamini e stelle di natale, da concimare con prodotti specifici, ricchi di fosforo e potassio.

 

 

E SE SI VOGLIONO VEDERE UN PO’ DI FIORI?

Il ciclamino tende a sfiorire subito se il posto non è fresco e luminoso. Eriche e crisantemi in casa durano quel che durano. Meglio quindi la consueta stella di Natale o le splendide orchidee. Altrimenti le spate rosse e cerose dell’anturio o gli eleganti fiori bianchi dello spatifillo non tradiscono mai. Sul balcone si potranno godere le allegre bacche di Skimmia e agrifoglio, o i bellissimi fiori bianchi del bucaneve o dell’elleboro (chiamato anche "rosa di Natale").

 

 

PERCHE’ NON RIFIORISCONO MAI STELLE ED ORCHIDEE?

Perchè non le sappiamo curare. Le stelle vogliono dodici ore di buio continuo per andare a fiore (il che non avviene se la sera accendiamo la luce). Le orchidee invece pretendono una sensibile differenza di temperatura tra giorno e notte. Si tengano perciò all’esterno fino a Novembre, riportandole poi in casa prima del gelo. Basta poco, ma basta saperlo.

 

 

PERCHE’ LE PIANTE SOFFRONO VICINO AI TERMOSIFONI?

Il caldo secco costringe le piante vicine ai termosifoni a difendersi. Per limitare la traspirazione fanno cadere le foglie (è il caso tipico del Ficus benjamina). Se la situazione perdura la pianta può morirne. Per prevenire il problema si deve dare umidità in tutti i modi: bagnando di più, ingrandendo il vaso, spruzzando il fogliame, riempiendo il sottovaso con acqua e argilla. Diversamente, meglio scegliere un cactus, che ama i climi aridi.

 

 

E’ VERO CHE D’INVERNO NON SI DEVE BAGNARE?

Chi dice che le piante in casa non vanno bagnate d’inverno, sbaglia di grosso. Le piante vanno infatti in parziale riposo (e quindi necessiterebbero di meno acqua), ma l’effetto del caldo secco dell’appartamento è prevalente sul riposo. La pianta richiede quindi addirittura più acqua. Diamo acqua senza lesinarla, e non le faremo soffrire.

 

 

E IL PROBLEMA DELLA LUCE?

Per avere luce, le piante devono stare vicino a una finestra. E accanto spesso c’è un termosifone. Dovendo scegliere è meglio allontanare la pianta, un po’ più al buio, purchè lontana dalla fonte di calore. Occorre tenere conto che la quantità di luce decresce sensibilmnete via via che ci si allontana dalla finestra, e che è tanto più bassa quanto più il piano è basso e la luce diretta è intercettata (tende, alberi, caseggiati). Potendo scegliere, hanno ottima resistenza alla scarsa illuminazione Aglaonema, Ficus pumila, Spathyphillum. Buona resistenza dracene, kentia e areca.

 

COME SI FA A TENERE PULITO IL FOGLIAME?

Spruzzando acqua di rubinetto sulle foglie, queste si macchiano a causa del calcare. Altre volte è la polvere a depositarsi sulle lamine, oppure uno strato di melata che nel tempo annerisce. Nei primi due casi è sufficiente un panno umido per rimuovere lo sporco. La melata invece è provocata da minuscoli insetti (afidi o cocciniglie), che devono essere eliminati se non si vuole che il problema si ripresenti. I consueti lucidanti vanno invece usati solo per rendere lucide foglie già pulite, ed usati a distanza di almeno 20 cm per non causare bruciature da freddo.

 

 

 

E PER COMBATTERE I PARASSITI?

Con i veleni, in casa, è meglio non scherzare, ne’ fidarsi di "esperti" improvvisati. Come serve un dentista per cavare un dente, occorre un fitopatologo per trattare una pianta malata. Non sempre il consiglio del "negoziante" è corretto. Al Vivaio Clorofilla teniamo con successo da anni la "clinica delle piante", offrendo con buoni risultati consigli telefonici, trattamenti a domicilio, visite di controllo, ricovero delle piante malate. Meglio non improvvisare.

 

 

 

E’ GIUSTO POTARE D’INVERNO?

Se si dovesse potare, sarebbe il periodo giusto. Ma una pianta d’appartamento sana ed equilibrata non ha assolutamente bisogno di essere potata. Si tagliano solo i rami morti, storti, malati o fuori chioma. Proviamo, ogni tanto, a ricordarcelo.

 

 

E RINVASARE?

Se si rinvasa senza danneggiare il pane di terra preesistente, l’operazione si può fare in qualsiasi momento. Se invece si devono danneggiare le radici (per esempio per dividere due piante nello stesso vaso), è d’obbligo intervenire a pianta ferma, ovvero (per la maggior parte delle piante) tra Novembre e Gennaio. E già che ci siamo sfatiamo un mito: più il vaso è grande e più la pianta è felice. Se trovate scritto che la tal pianta "ama il vaso piccolo" cambiate libro.

 

 

SI POSSONO APRIRE LE FINESTRE D’INVERNO VICINO ALLE PIANTE?

Le piante tropicali spesso resistono a temperature relativamente basse (5-10 gradi) senza subire danni irreversibili. Se però tali temperature sono raggiunte di botto, le piante possono subire danni persistenti (ingiallimenti, caduta delle foglie, annerimenti). Meglio quindi aprire le finestre con gradualità (per consentire alle piante di attuare quelle difese cellulari che richiedono alcuni minuti), e spostare le piante ove l’apertura dovesse essere prolungata.

 

 

CHE FARE PER SALVARE L’ALBERO DI NATALE?

Prima di tutto: acquistarlo con le radici (in vaso, e non in zolla o a radice nuda). Poi ricordandosi di tenerlo al fresco sul balcone o in giardino (almeno subito dopo le feste), e annaffiandolo adeguatamente. Se poi non si sa dove metterlo, al Vivaio Clorofilla lo ritirano a fine periodo, offrendo in cambio un buono spesa di L. 10.000. Per non vedere tristemente spegnersi quello che rappresenta per tutti un simbolo di gioia e di letizia.

Per qualsiasi tipo di domanda o curiosità relativa alle piante d’appartamento, alle loro esigenze, alle loro malattie, alla loro scelta, i dottori agronomi sono disponibili a rispondere alle domande dei lettori

(proposta per Gioiacasa: e se attivassimo un servizio tipo: "Gli esperti rispondono" gratuitamente per un’ora alla settimana? Se interessa parliamone...)

 

 

 

 
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