Fiori, Piante, Progetti, Lavori nel verde  
| SOMMARIO | DEVA MUSICA PER LE PIANTE |  

Giardini
   

"MA LE PIANTE ASCOLTANO LA MUSICA?"

Un produttore, un musicista e due agronomi un po’ "speciali" pensano di si’. Ed hanno creato un disco fatto apposta per le nostre amiche verdi.

 

 

I SUONI INTORNO A NOI

Per ognuno di noi, dall’alba al tramonto e persino, in maniera inconsapevole, durante il sonno, un mondo di suoni, rumori e fruscii costituiscono il sottofondo continuo di azioni e pensieri. Questi messaggi, espliciti o velati ,ci arrivano sotto forma di squlli improvvisi, voci attraverso apparecchi elettronici, vibrazioni di macchine e macchinari. Ci parlano di un mondo intorno a noi che abbiamo costruito e dove viviamo, a volte subendolo, in cui la comunicazione crea suoni il piu’ delle volte artificiali e improvvisi. Che distanza dai fruscii, sussurri e perche’ no, anche dai rombi piu’ potenti, creati dalla natura in origine! Spesso non pensiamo che in questo universo cosi’ vario si trovano immerse anche le nostre amiche piante.

 

MA LE PIANTE "SENTONO"?

Ormai dagli anni ‘60, dopo gli studi di Clive Backster negli Stati Uniti, e successivamente dopo le ricerche di Hashimoto in Giappone e di Valerio Sanfo qui in Italia, alle piante e’ stata riconosciuta una notevole capacita’ di reazione agli stimoli.Le piante hanno mostrato in alcuni esperimenti molto particolari perfino la possibilita’ di reagire a determinate persone , rivelando verso di loro attrazione o rifiuto in base al trattamento subito. Addirittura si e’ dimostrata la loro capacita’ di esprimere, attraverso il loro collegamento ad un oscillografo, delle preferenze relative all’illuminazione e all’innaffiamento. In ogni caso, a chiunque si occupi di piante , non puo’ certo sfuggire, nella pratica e nell’osservazione quotidiana, l’evidenza che , pur nella loro semplicita’ strutturale, ogni organismo vegetale e’ in grado di riconoscere se viene trattata con calore , e se le cure le vengono applicate con attenzione e continuita’. La risposta a tali trattamenti e’ visibile immediatamente in uno sviluppo rigoglioso della pianta, che espleta il suo ciclo vitale in maniera piena e completa : si nutre, fa fotosintesi, respira, si espande e si riproduce.

Immaginiamo allora questa pianta ‘sensibile’ proiettata in quel mondo di rumori innaturali e ‘umani’ che descrivevo sopra : sara’ la prima a risentirne, intrappolata, data la sua natura, in una impossibilita’ di movimento e reazione che accentua il danno. In realta’ si potrebbe obiettare che le piante non hanno orecchie! Ma questo dubbio dura solo un momento, perche’ e’ certo chiaro a tutti noi che la percezione dei suoni va ben al di la’ dell’udito meccanicamente inteso. Quando sentiamo una bella musica, ad esempio, che ci colpisce nel profondo, la percepiamo con tutto il corpo, il cervello ne fonde gli aspetti piu’ intimi, il ritmo, la profondita’ il timbro, ottenendone in sintesi, l’armonia di una vibrazione. La musica, come insieme di suoni articolato e armonioso, arriva anche alle nostre piante, parla loro dell’ambiente in cui vivono e passa un messaggio che , se e’ di incoraggiamento e stimolo, produce una risposta in termini di forza vitale . Del mondo intorno, esse captano variazioni di umidita’, raggi di sole, spostamenti improvvisi e presenze amiche e nemiche. Le risposte a questi stimoli, misurabili con un oscillografo come variazione del potenziale elettrico, si possono tradurre addirittura in movimento. Ad esempio verso la luce per le piante d’appartamento , o delle radici verso le zone piu’ ricche di nutrimento. In alcune specie si muovono persino le foglie, come nella Mimosa pudica (o ‘sensitiva’) che reagisce allo sfioramento e nelle carnivora Dionaea e Nephentes per catturare malcapitati insetti.

 

RADICI E RICORDI.

Ma che caratteristiche deve avere un ‘messaggio’ , in questo caso musicale , per essere rassicurante e stimolante per un essere vivente? Esperimenti inglesi di qualche decennio fa, hanno constatato un incremento nella produzione di latte in vacche a cui veniva fatta ascoltare musica classica. Buoni risultati si sono ottenuti anche sulle galline ovaiole. Gli stessi test compiuti utilizzando brani di rock o comunque pezzi meno armonici, al contrario, non hanno avuto molto successo, dimostrando che per ottenere quei risultati serviva che la musica possedesse precisi requisiti di ritmo ed armonia. Nell’immediato dopoguerra, studi effettuati per approfondire questa ricerca, hanno evidenziato un dato veramente notevole : sulla psiche degli esseri viventi (e quindi direttamente e profondamente anche sul corpo) ha un notevole potere riequilibrante un’armonia che riporti alla sua origine, ad un contatto il piu’ possibile primitivo e intatto con le proprie radici vitali. Per un uomo saranno importanti ritmi che richiamino la frequenza del battito cardiaco che il feto sente nel ventre materno. Con cio’ si ristabilisce una linea diretta tra l’uomo ed il suo sentire , un’azione che ha il potere di depurarci e riavvicinarci ad un equilibrio interiore troppo spesso compromesso in maniera diretta o subdola. Per la nostra pianta la musica piu’ adatta ad assorbire le piccole violenze ambientali, e’ quella che riproduce i suoni di un habitat naturale ed intatto, che le riporti nel silenzio ombroso di una foresta, al quieto sgorgare di un fonte incontaminata, il silenzio ronzante di un angolo isolato, o il sibilo ventoso di un assolato litorale. Questa musica conterra’ dunque la voce di fiumi, laghi e piogge, risacche marine e silenzi montani. Il suo scopo e’ di effettuare una periodica azione riequilibrante che la riavvicini alle sue fasi naturali di accrescimento e rinnovamento.

 

 

 

DIVERSI. MA LEGATI.

E’ cosi’ nata una ricerca dedicata ad individuare un messaggio benefico e stabilizzante per il connubio Uomo-Pianta . Del resto, a livello cellulare e biochimico, c’e’ un’identita’ quasi totale tra uomini, animali e piante. E la struttura del DNA, ovvero dei cromosomi, e’ assolutamente identica. Nonostante complessita’ ed evoluzioni ovviamente non paragonabili,si individua quindi un’origine comune che resta indiscutibile :l’uomo e la natura sono la stessa cosa, e l’uomo e’ molto piu’ dipendente dalla natura che non viceversa. Le piante sono tra le piu’ anti che abitatrici della terra ed in realta’ sembrano aver raggiunto tutti i traguardi di forza interiore, fantasia e spontaneita’ che noi spesso ricerchiamo e perseguiamo con notevoli sforzi. Basti pensare alla tranquillita’ ed alla pace che ispirano una quercia o un faggio, o alla nodosa potenza vitale che percepiamo in un ulivo o in un castagno.

Oppure alla sensualita’ di una rosa, di un’orchidea o di un giacinto. E che dire di un gioioso Prunus o un glicine?

Forse in fondo le piante rappresentano un modello a cui tendere, sembrano possedere il segreto di cio’ che vorremmo essere, e sono , senza fatica, cio’ che a noi costa lunghi momenti di meditazione, riflessione , preghiera o psicanalisi, a seconda delle personali vie di ricerca. Perche’ dunque non valorizzare questo punto di unione, e fondere in un’unica musica cio’ che parla al cuore dell’uomo e cio’ che arriva, dolce e riequilibrante, al mondo verde che lo circonda?

 

UNA MUSICA BELLA E "BUONA"

Un anno fa, grazie alla nostra collaborazione con Ludi Sound, coraggioso pioniere nel campo della musicoterapia, e con Cesare Regazzoni , musicista di grande esperienza , e’ nata una raccolta di brani avvolgenti, in grado di trasmettere onde vibrazionali profonde, dal il titolo "DEVA".

E’ una musica nuova , bella e "buona" per noi e le nostre piante.Lasciamoci ispirare ed immergiamoci in un ascolto totale di noi stessi , dedicando attimi preziosi alla nostra interiorita’ e regalando loro la stessa attenzione : entreremo in contatto con i "Deva", le deita’ indiane delle piante, che simboleggiano, nella visione orientale, la vita interiore di ogni organismo verde.

Chissa’ che il mistero legato alle nostre percezioni piu’ profonde (quelle che non dipendono dall’udito o dal linguaggio) ci venga parzialmente disvelato da una musica fatta si’ di suoni, ma ancor piu’ di ritmi, vibrazioni ed emozioni. Come diceva Mahler, la musica e’ fatta dagli intervalli che stanno tra una nota e l’altra. Cioe’ non da note, ma da toni, da ritmicita’, da spazi e tempi. Quelli che le piante (come noi, meglio di noi) sono in grado di percepire. I fiori e le foglie saranno piu’ belli dopo che le piante si saranno nutrite di buona musica? Nonostante le numerose ricerche che ne documentano l’efficacia, da agronomi ci sentiamo di dire chel’effetto di un’errata bagnatura o di un’errata concimazione possa essere di gran lunga piu’ dirompente per la salute delle piante. Certo e’ che l’amore con cui ci si prende cura di un organismo che sentiamo a noi vicino ( e non e’ questo infine il segreto di ogni pollice verde?) rende piu’ pieno e vero ogni istante della sua vita. E se il suo tempo non sara’ migliore, certo lo sara’ il nostro. L’amore per la vita e per la sua bellezza e’ un passo indispensabile verso la felicita’. Se una musica ci aiutera’ a guardare in quella direzione, potremo dire questa volta di non avere fallito.

 
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Agr. Dott. Mario Pria - Consulente presso Vivaio Clorofilla, Via D'Annunzio, 23 - 20068 - Peschiera Borromeo -Mi- cell. 3356032955