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Giardini
   

IL CORNUS, QUESTO SCONOSCIUTO.

Esperienze pratiche, scoperte e fallimenti con i Cornus : piante stupende, non sempre facilissime da curare.

Una sfida che ripaga.

Una pianta che nella nostra attività vivaistica ci ha dato tanti grattacapi, ma anche notevoli soddisfazioni, è sicuramente il Cornus. Appartenenti a questo genere della famiglia delle Cornacee sono numerose piante, utilizzate a scopo ornamentale e talvolta da frutto, non sempre però conosciute a chi non sia addetto ai lavori.

Il Cornus più noto è forse il ‘Cornus mas’ (detto anche corniolo) oggi riscoperto nei cataloghi di frutta antica, ma ben conosciuto dai nostri genitori e nonni per la sua produzione di golose ciliegine rosse, grandi come olive, precedute da una bella fioritura giallo intensa molto precoce (già a fine inverno). Ma meritano tutta la nostra attenzione le specie ornamentali di Cornus di cui vogliamo raccontarvi qualcosa: gli splendidi Cornus florida, i Cornus alba, sanguinea e stolonifera, i Cornus controversa, tra cui lo stupendo brachypoda.

Togliendo per un poco dal mazzo il C. mas, che è pianta spontanea dei nostri boschi, dotato (come peraltro il C. sanguinea dai bei rami rossi) di grande resistenza e rusticità, si può dire che le esigenze di tutti gli altri qui citati siano abbastanza condivise, e rendano il Cornus pianta di non facilissima cura. Ma, come in ogni impresa difficile, la soddisfazione in caso di successo è poi grande.

 

Il segreto del Cornus: umido e acido

La caratteristica prima dei Cornus ornamentali è la loro costante fame d’acqua. Non in quantità eccessiva, ma certo maggiore rispetto a quanto richiesto, ed esempio, da un oleandro o da un’azalea. Se non ricevono acqua, soprattutto in momenti difficili (come la fioritura o il post-trapianto), o in periodi ventosi, possono perdere in pochi giorni tutte le foglioline più giovani, e talvolta possono appassire anche i nuovi rametti da poco vegetati.

Non è infrequente che qualcuno dei nostri clienti torni dopo 15 giorni dall’acquisto di un esemplare lamentandone l’appassimento, a causa di un’insufficiente bagnatura.

L’aspetto della pianta andata vicina all’appassimento, non è purtroppo poi lo stesso per l’intera stagione. Le foglie danneggiate, infatti, restano spesso nella pianta con i bordi ripiegati e anneriti, in modo molto antiestetico. Se riuscite a salvarla, comunque, tornerà poi bellissima nella primavera successiva.

Proprio a causa di questa sensibilità al secco, i Cornus amano tendenzialmente posizioni ombreggiate e protette. Non perchè disdegnino la buona illuminazione, quanto piuttosto perchè in tali posizioni rischiano meno i possibili danni da colpo di secco, in particolare nel periodo primaverile, quando i nuovi getti sono maggiormente sensibili.

Anche l’esposizione piena al solleone estivo, comunque, in assenza di adeguata bagnatura, può provocare annerimenti fogliari e disseccamenti.

Un’altra esigenza che i Cornus hanno per stare bene, è una leggera acidità del terreno, e questo dato è spesso ignorato anche dai suoi estimatori. Al momento dell’impianto (che va sempre fatto partendo da piante ben franche di vaso, per non incorrere in carenze idriche dovute all’insufficiente sviluppo dell’apparato radicale), è consigliabile immettere nella buca una buona quantità di torba acida, o comunque di sostanze ammendanti acidificanti. Va poi posta attenzione alle bagnature da impianto idrico, o con la canna, qualora l’acqua sia eccessivamente calcarea. Meglio sarebbe bagnare con acqua riposata, o, nell’impossibilità, provvedere periodicamente a leggere correzioni con solfato di ferro o d’ammonio.

 

Uno, dieci, cento Cornus.

Diamo un’occhiata alle varietà più belle, tutte caducifoglie, e tutte accomunate dalla già citata esigenza di forte bagnatura e da una notevole resistenza al freddo, fino a sopportare in alcuni casi, temperature anche di 30 gradi sotto lo zero.

Per meglio comprendere le varietà di Cornus esistenti, può essere utile raggrupparle per tipologia, senza che tale divisione abbia naturalmente alcun valore botanico o sistematico. Si potrebbe quindi parlare di Cornus da foglia (C. alba, C. controversa, C. florida), da fiore (C. florida, C. kousa), da frutto (C. mas, C. kousa), autoctoni (C. sanguinea, C. mas), da ramo (C. stolonifera, C. sanguinea, C. alba, C. controversa), tappezzanti (C. canadensis). In ogni caso ogni specie o varietà ha spesso due o più di queste caratteristiche salienti, il che rende il genere di notevole flessibilità per la progettazione di giardini.

Vediamo quindi in dettaglio alcune delle specie e varietà più belle:

 

C. alba : Mette splendidamente in evidenza, durante l’inverno, il vivace colore rosso dei suoi rami. Nei rami giovani la tonalità è più accesa, ed è quindi auspicabile una potatura decisa per accentuarne l’effetto. Nella varietà "Elegantissima" la pianta si veste di foglie ornate di bianco, mentre nella "Gouchaultii" o nella "Spaethii" il colore che movimenta il verde di base è il giallo. In entrambi i casi il contrasto foglie/rami dà degli effetti splendidi.

 

C. controversa : Ha un notevole sviluppo in ampiezza, dovuto alla crescita quasi orizzontale dei suoi rami rossi dal fogliame verde intenso. Nella varietà "Brachypoda variegata" si accentua lo sviluppo orizzontale dei rami, quasi a formare piani paralleli. Questa caratteristica, rara, abbinata alla bellissima variegatura bianco-verde del fogliame, ne fa una pianta dall’alto valore ornamentale. Noi la usiamo spesso come "secondo livello" per esempio dietro a delle conifere nane, o in mezzo a gruppi di tappezzanti o di fioriture basse (azalee, Leucothoe). I suoi splendidi rami orizzontali sembreranno quasi appoggiati alle fioriture sottostanti.

 

C. florida : Ha bellissime foglie larghe, che in autunno assumono un fantastico colore rosso scarlatto. A maggio si copre di fiori (in realtà brattee) di colore bianco, che si trasformano poi in allegre bacche colorate. Nella varietà "Rubra", la fioritura si presenta in splendide tonalità di rosa e rosso.

 

C. kousa : Ha un meraviglioso fogliame che si tinge di bronzo e rosso in autunno. Questa specie presenta la già citata caratteristica di produrre, dopo le eleganti brattee bianche di forma più tondeggiante rispetto al C. florida, dei frutticini simili a fragole, piacevolmente commestibili. Motivo per cui viene anche chiamato "albero delle fragole" su alcuni cataloghi sempre in cerca di nomi "ad effetto".

 

C. stolonifera "Flaviramea": È una pianta molto robusta e resistente, dalla forte tendenza ad emettere polloni. Pur dotata di un bel fogliame verde intenso, ha la caratteristica di produrre rami di colore giallo oro dal notevole impatto decorativo. Noi li accoppiamo spesso e volentieri con gruppi di C. alba in modo da creare macchie di rami gialli e rossi, che in inverno creano un notevole motivo di interesse in giardino.

 

C. mas (Corniolo): Il corniolo è pianta diffusa nelle nostre campagne, che rallegra con la sua fioritura precocissima. In febbraio-marzo sui rami spogli si formano numerosi mazzi di piccoli fiori gialli, sempre seguiti da piccoli saporitissimi frutti rossi commestibili, detti "corniole". Questa specie presenta una sua natura più rustica e resistente, a cui si associa una crescita rapida e vigorosa.

 

C. sanguinea: Non sarà la specie più vistosa, ma è sicuramente degna di menzione, data la grande diffusione nei nostri boschi, che orna con il bel verde del fogliame abbinato al caratteristico colore rosso dei rami. Se servono in giardino dei bei rami rossi, delle belle bacche scure, e soprattutto una pianta in grado di resistere a qualunque maltrattamento, questa è la specie ideale.

 

C. canadensis: Infine non poteva mancare una citazione su questa specie, tutta particolare, per la sua caratteristica di avere portamento strisciante e capacità di diffondersi orizzontalmente tappezzando il terreno. Pur con il fiore tipico di tutti i Cornus, e col fogliame elegante e particolare dei suoi parenti stretti, ha però la caratteristica preziosa di ricoprire il terreno stabilmente, in condizioni di alta umidità e ombreggiamento. Condizioni che spesso sono sgradite alla maggior parte delle altre tappezzanti.

 

C. capitata: Solo una citazione per l’unico Cornus sempreverde di origine hymalaiana, dalle belle foglie grigioverdi, da noi poco coltivato e di difficile reperibilità.

 

Per potare e classificare

I botanici che si occupano della classificazione delle specie, hanno voluto complicare la vita a chi ama i Cornus. Oggi ci dicono che il C. alba e il C. stolonifera sono stati ridenominati Swida alba (e S. stolonifera). Il C. florida oggi dovrebbe chiamarsi Cynoxilon. Il C. capitata è stato incluso nel genere Dendrobenthamia. Il C. canadensis addirittura avrebbe preso il nome di Chamaepericlymenum, con evidente difficoltà di denominazione da parte di chiunque non abbia frequentato il liceo classico. A noi piace continuare a pensarli come Cornus, e a chiamarli con il loro vecchio nome. Sia per la notevole omogeneità di esigenze e di fioritura, sia per il legame affettivo instauratosi con una pianta difficile e non da tutti conosciuta, che può dare però grandi soddisfazioni a chi voglia dedicarle un pò di cura e di amore.

E a proposito di cure e di amore, tenete a freno la forbice su queste piante bellissime. La fioritura avviene infatti quasi sempre sulle gemme apicali, e una potatura poco rispettosa potrebbe pregiudicarne l’emissione dei bellissimi fiori. Il C. controversa, poi, potrebbe vedere alterata, con una brutta potatura, la sua bellissima struttura a rami orizzontali. In tal caso il danneggiamento potrebbe essere permanente. Le specie che invece vengono usate per la bellezza dei rami, possono essere potate a fondo a fine inverno, in quanto i rami più intensamente colorati sono proprio quelli nuovi (i vecchi diventano infatti più scuri e legnosi). Insomma, come sempre, meglio lasciar fare alla natura, e intervenire a tagliare solo se sicuri di quanto si sta per fare.

 

Pensandoci bene...

Piante stupende, dunque. In grado di accontentare l’appassionato più esigente. Non facilissime da curare, forse, ma con una varietà di forme, portamenti, colori e fioriture, degna di famiglie botaniche molto più vaste e note. Come mai allora la diffusione del Cornus è così limitata? Forse una certa influenza può dipendere dal costo degli esemplari, che non sono certo tra i più economici in un vivaio. Ma d’altra parte, non si può certo dire che camelie e rododendri (pur diffusissimi) costino poco. In realtà per questa pianta è in agguato un piccolo nemico nascosto che si aggiunge a quelli classici già citati: il suo nome, lungi dall’essere accattivante, si presta a facili sorrisi e battutine. Sorte che condivide con altre bellissime piante come la Viola cornuta (la rusticissima violetta), o l’ Ilex cornuta (uno splendido agrifoglio dalle foglie bipuntate curve). Ci sentiamo, paradossalmente, di difenderla come pianta che ripaga con fedeltà una cura attenta e continua. Facciamo in modo che susciti il sorriso in maniera genuina e diretta con le sue fioriture, variazioni di colore, sfumature, che seguono dolcemente il ritmo delle stagioni. E lasciamo che accompagni con delicatezza il suo e il nostro tempo.

 

 

 
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