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E noto a tutte le
persone sensibili che ogni forma di vita, animale o vegetale, vive meglio quando è
circondata da amore, affetto, cura. Studi degli anni 60 (Backster) hanno evidenziato
reazioni misurabili, da parte di piante collegate a strumenti elettrici di misura, in
risposta a particolari sollecitazioni (dolore, taglio rami). In seguito, si è visto che
anche la buona musica, otteneva un risultato "elettrico" positivo. Poichè
tuttavia le piante non hanno orecchie, dobbiamo supporre che esse riescano a percepire la
musica attraverso le sue vibrazioni. Sono infatti numerosi gli studi che assegnano un
valore curativo ad onde vibrazionali (omeopatia, Popp, Froelich). Da anni infatti sono
disponibili cassette e dischi di musicoterapia per luomo (e la Ludi sounds è stata
un pioniere in questo campo), ma nessuno aveva ancora pensato a qualcosa di simile per le
piante. Il riconoscimento di una identità di base tra uomo e pianta sta alla base di
questo lavoro: la musica ha un effetto biologico di stimolo e di riequilibrio, che le
piante sono in grado di percepire. Per potere interagire con le piante abbiamo però
dovuto parlare il loro "linguaggio". Abbiamo perciò fatto uso di suoni
naturali, di tonalità "maggiori", di cicli ripetitivi, di ritmi particolari, di
silenzi. Abbiamo messo insieme la abilità musicale di Cesare Regazzoni, la sensibilità
di Filippo Massara e lamore per le piante di Mario Pria e Luca Speciani. Crediamo di
avere prodotto una musica delle sensazioni, delle emozioni, destinata a toccare nel
profondo sia noi che le nostre piante. A noi è piaciuta, speriamo che piaccia anche a
voi. |
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