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Cosa significa per noi
   

I TRATTAMENTI ANTIPARASSITARI

La nostra impostazione rispettosa della natura ci spinge a guardare i trattamenti antiparassitari con molta attenzione. Esistono infatti operatori sul mercato che utilizzano come niente fosse sostanze molto pericolose. Tra l’altro non sempre del tutto a proposito: talvolta in dosaggi errati, talaltra in periodi in cui il parassita non è sensibile, più frequentemente con principi attivi non correttamente prescritti per il parassita da combattere.

Se è vero che le recenti normative hanno ridotto la possibilità per i principianti di utilizzare le sostanze più nocive (di prima e seconda classe tossicologica), e pur considerando che per i trattamenti su alberature pubbliche devono essere rispettati limiti alquanto restrittivi, è vero anche che sui trattamenti gestiti da privati esistono controlli nulli o limitatissimi, e spesso personale impreparato può provocare danni molto seri sia al proprietario del giardino (e ai suoi figli, parenti, animali domestici) sia all’ambiente nel suo complesso, avvelenando terra, acqua, falda, correnti.

La maggior parte dei prodotti chimici in commercio per l’hobbista (divisa in fungicidi, insetticidi, diserbanti) è di terza e quarta classe tossicologica, quindi priva di forte tossicità. Se esaminiamo però da vicino questi principi attivi scopriamo che sono fosforganici (che agiscono cioè sul sistema nervoso degli insetti – e dell’uomo - paralizzandone la respirazione, tipo "gas nervino"), carbammati, clororganici, inibitori della crescita, antibiotici, insomma già di per sé stessi, molto pericolosi per ingestione, contatto, assorbimento dermale. E’ il caso di lasciare in mano tutto questo armamentario a un "negoziante", o prudenza non consiglierebbe la presenza (almeno per una sommaria supervisione) di un laureato in Agraria?

Il danno però non è solo diretto. Spesso anche un trattamento ben indirizzato, e con i giusti dosaggi, può uccidere tutti i parassiti nocivi, ma anche insetti o funghi "buoni", cioè quelli che contrastavano e limitavano i più pericolosi. Finito il trattamento, la pianta diventa così terreno di conquista per il primo che arriva, talvolta peggiore del precedente parassita. Le sostanze tossiche distribuite in fioritura poi, fanno strage di api e apoidei che (forse non tutti lo sanno), sono indispensabili alla fecondazione dei fiori delle nostre piante da frutta. I residui dei trattamenti vengono poi assorbiti, leccati, messi nell’ambiente, dai nostri animali domestici, dagli uccelli, e dai costituenti della vita del terreno (lombrichi, lumache, millepiedi), la cui continua riduzione rende il terreno sempre più povero e sterile.

C’è poi chi commette errori da dilettante. Per esempio usando un prodotto con la stessa botte con cui aveva spruzzato un diserbante. Risultato: morte della pianta (eh, sa, signora, era così sofferente…). Altri mescolano prodotti incompatibili tra loro, che si solidificano sul fondo dello spruzzatore, o perdono efficacia. Altri ancora (ve ne accorgereste?) usano acqua pura, per risparmiare anche il costo del prodotto! Tanto, dato alla carlona, non servirebbe comunque a nulla.

Eppure, sembra impossibile da credere, moltissime persone si "fidano" di operatori privi della minima qualifica professionale (pensionati, operai di altri settori che integrano a fine lavoro), mettendo incautamente a repentaglio la salute propria e dei propri cari, solo perché pensano che il tale o il talaltro (che scimmiottano nozioni appiccicate qua e là) siano degli "esperti".

Clorofilla si muove da anni seguendo invece questi criteri:

  • Uso privilegiato di prodotti antiparassitari naturali (sostanze già presenti in natura)
  • Ricerca attiva di qualunque azione alternativa che consenta di fare a meno del trattamento (trappole, strati vischiosi, pratiche agronomiche, dissuasori, prodotti omeopatici ecc.)
  • Utilizzo mirato dei prodotti, che preferibilmente colpiscano SOLO il parassita preso di mira
  • Studio delle soglie di danno per capire, insetto per insetto, se convenga trattare o meno
  • Azione preventiva basata sul rinforzo delle capacità di risposta naturali delle piante (tutti sanno che la pianta debole è quella più sensibile ai parassiti)
  • Utilizzo di competitori naturali (parassiti di parassiti) contro gli insetti nocivi.
  • Rispetto degli insetti pronubi e dei competitori naturali.
  • Dove possibile, viene utilizzato sempre il prodotto meno tossico, a parità di efficacia (e non, come molti chiedono: "mi dia il più forte che ha!")
  • Visita, ove possibile, o esame del campione portato dal cliente, per una diagnosi precisa del danno (come dice Ippocrate: "Prima la diagnosi, poi la cura")
  • Studio approfondito della biologia del parassita per capire in quale momento è necessario agire
  • Precisa distinzione tra danno fisiologico (dovuto al secco, al sole, all’eccesso d’acqua o di concimi, all’accensione dei termosifoni) e danno parassitario (dovuto a un parassita).
  • Massima attenzione all’ambiente in caso di trattamento con prodotti chimici: mascherine per gli operatori, indicazione dei tempi minimi di sicurezza, accurato lavaggio botti.

Chi entra al Vivaio Clorofilla sa che troverà assistenza e consulenza sulle malattie delle piante, con personale competente e preparato (due agronomi e due periti agrari). E’ sempre attivo infatti il servizio gratuito di diagnosi della malattia, quando ci vengono portati campioni di piante malate.

Esistono inoltre contratti specifici, di costo molto contenuto, che consentono di usufruire di dieci visite di consulenza fitopatologica da parte dell’agronomo nel corso dell’anno. Se non è attenzione questa…

L’utilizzo corretto dei prodotti antiparassitari, naturali o di sintesi che siano, può consentirci di curare al meglio le nostre piante, di mangiare frutta e verdura più sane, di rispettare l’ambiente. Essere "leggeri" e superficiali, in questo campo, non è un peccato veniale. E’ colpevole incuria verso gli uomini e l’ambiente. Siamo felici di sapere che, da svariati anni, chi ha avuto a che fare con Clorofilla, ha operato nel rispetto di tutti, e, prima ancora, nel rispetto di sé stesso.

 
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